01 novembre 2011 15:13

Il Gargano potrà scaricare per altri 90 giorni alla 'Forcone Cafiero'

Si è aperta e chiusa nel giro di poche ore la vertenza – rifiuti che si era aperta ieri mattina dopo che nei giorni scorsi la Sia Srl, titolare della discarica consortile di Forcone in Cafiero, aveva inviato una nota all’assessorato all’Ambiente della Provincia di Foggia in cui si comunicava lo stop, dal 28 ottobre, al conferimento dei rifiuti provenienti da sei Comuni dell’area garganica, dal momento che era scaduto il periodo previsto dall’ordinanza di Palazzo Dogana.

Una decisione obbligata, che ha messo in allarme l’assessorato di via Telesforo che già nel pomeriggio di ieri, giocoforza, ha dovuto impegnarsi, con l’assessore Stefano Pecorella ed i dirigenti di settore, a rinnovare l’ordinanza per consentire ai Comuni di Vieste, Peschici, San Nicando Garganico, Carpino, Vico del Gargano e Rignano, di poter continuare a conferire i rifiuti nell’impianto cerignolano, dopo che pare esser tramontata l’ipotesi di realizzare un centro di biostabliizzazione a San Nicandro.

Un conferimento di circa 70-80 tonnellate al giorno che si raddoppia durante i mesi estivi per la presenza di migliaia di turisti sulla costa di Vieste e Peschici, e che va avanti ormai dal luglio 2010, di proroga in proroga, a dimostrazione di come e quanto, in Italia ed ancor più qui da noi, non vi sia quasi nulla di più stabile rispetto al provvisorio.

E l’emergenza diventa regola ordinaria. Nell’impianto cerignolano conferiscono rifiuti solidi urbani ben trenta dei 61 Comuni della Capitanata oltre ai tre, Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdimnando di Puglia, che sono già passati con la Bat, ma che ancora fanno parte del Consorzio di bacino e dell’Ato Fg/4. Dei trenta Comuni, solo nove fanno parte dell’Ato FG/4 (Cerignola, Orta Nova,Stornara, Stornarella, Ordona, Carapelle ed i tre neo-Bat) mentre gli altri 2 extrabacino, in blocchi diversi, sversano i rifiuti in forza di distinte ordinanze emesse della Provincia che hanno scadenze diverse.

Ed è infatti imminente la scadenza degli effetti dell’ordinanza che riguarda i Comuni di Manfredonia, Monte S. Angelo, Mattinata e Zapponeta che anche in questo caso, verosimilmente sarà “precariamente e temporalmente” rinnovata, pur al di fuori da situazioni contingenti ed in nome del paventato rischio-emergenza che ha portato nell’impianto “vir tuoso” di Cerignola, oltre un milione di tonnellate di rsu.

Il che ha colmato a tempo di record (e con vari sopralzi di tre metri in tre metri,autorizzati dalla Regione) i tre mega lotti originari, mentre è ora in esercizio il quarto ed ogni angolino ancora disponile ed è in costruzione il quinto lotto, co-finanziato per un milione di euro dalla Provincia, con fondi regionali, ma con il grosso dell’investimento reperito dalla stessa Sia attraverso un mutuo bancario. Idem come sopra per il finanziamento per la dotazione dei depuratori la cui mancanza, nell’estate 2010, aveva portato al sequestro da parte dei Noe della discarica, che tutt’ora è in esercizio sub-judice nelle more della dotazione degli impianti di depurazione.

Fonte: Antonio Tufariello per la Gazzetta del Mezzogiorno

Numero di volte letto: 240