03 dicembre 2009 20:02

Ora si attende che Vieste riapra ai camion di San Nicandro

Si è concluso pochi minuti fa il Consiglio comunale straordinario, convocato su richiesta del comune di Vieste, per approvare il ripiano dei debiti inerenti il conferimento dei rifiuti in discarica da parte del comune di San Nicandro Garganico, dopo che il sindaco viestano aveva impedito, a causa dei debiti pregressi, che i rifiuti provenienti da San Nicandro fossero conferiti in discarica.

Per la maggioranza assenti i consiglieri De Luca, Ruggieri e Maruzzi; la minoranza ha visto mancare Di Monte A. e Caruso.
Un inizio scompigliato, per l’abbandono dell’aula da parte della minoranza che ha giudicato illegale la seduta per irriguardoso comportamento del presidente del consiglio. D’Andrea, infatti, dopo aver dichiarato aperta la seduta ha passato la parola al Sindaco per delle dichiarazioni informative. In quel momento tutti i consiglieri di minoranza abbandonavano l’aula facendo mancare il numero legale e chiedendo l’immediata verifica dei numeri. Richiesta respinta dal presidente D’Andrea, che ha inteso lasciare la parola al Sindaco per poi contare i presenti. La conta, in effetti, è avvenuta dopo che nel frattempo era sopraggiunto il consigliere De Luca, facendo raggiungere il numero legale.
Irritata, l’opposizione, rientrata nei banchi dopo l’arrivo di De Luca, abbandona definitivamente l’aula, ritenendo illegittima la seduta per mancato rispetto delle regole democratiche e resta in aula solo Giorndano.
A richiamare al senso di responsabilità è il capogruppo del PD Leonardo Di Monte, il quale sottolinea come l’accapigliamento per le regole e le normative è del tutto fuori luogo, considerato il problema rilevante per cui si è chiamati a deliberare: scongiurare un’emergenza ambientare e igienico-sanitaria per la città di San Nicandro. E Centola gli fa subito il verso, ritenendo che i problemi e le competizioni politiche è bene che si trattino in altre circostanze.
Giordano, dal canto suo, si dice dispiaciuto per la piega presa dal consiglio, e sottolinea come, data l’importanza dell’argomento, la maggioranza doveva presentarsi puntuale in aula, specificando che la minoranza era disposta a dare il proprio contributo, ma nel rispetto delle regole democratiche. Quindi, al fine di “correggere” questo errore, chiede alla maggioranza di far mancare i numeri e rinviare il consiglio al giorno successivo.
La risposta, energica quanto difficilmente accade, arriva dal Sindaco Squeo, con una carrellata sulla storia della querelle “discarica” dipanata nei particolari. “La convocazione di questo consiglio ci è stata letteralmente imposta” ha esordito Squeo, specificando che un piano di riparto era già stato approvato tempo addietro dalla giunta e presentato a Vieste. “Tuttavia – ha continuato Squeo – il sindaco di Vieste ha inteso, con argomentazioni giuridiche a mio avviso non condivisibili, richiedere che il piano di ripartizione fosse approvato dal consiglio comunale. La stessa ha puntualizzato, tramite la Prefettura, che aprirà le porte della discarica solo quando il deliberato che ci apprestiamo ad approvare sarà sulla sua scrivania”.
Il Sindaco di San Nicandro accenna poi ad un esposto-denuncia, presentato ieri mattina in Procura, per tutela circa il provvedimento adottato da Vieste e, nello specifico, per i modi in cui l’autista della Enerambiente presentatosi in discarica il 1 dicembre, sarebbe stato generalizzato da alcuni funzionari del comune, che gli avrebbero intimato di non tornare mai più.
“Sarei portato a pensare (ma non lo penso) – ha aggiunto Squeo – che la minoranza in questo consiglio sia in continuità ideologica con chi, da Vieste, vuole perseguire degli obiettivi. Abbiamo fatto di tutto per manifestare la nostra buona volontà: i 102 mila euro che per ultimo abbiamo versato, mettono a serio rischio le tredicesime dei nostri impiegati. Vieste ed altri non possono dettare l’agenda politica di questa città! Quello che sta facendo il comune di Vieste è qualcosa di inaudito, che lede nel cuore la nostra dignità di cittadini sannicandresi!”.
Infine, il Sindaco accenna alle probabili correlazioni tra quanto sta accadendo e la volontà di impedire che San Nicandro si collochi responsabilmente a capofila per la risoluzione del problema rifiuti, spostando il tutto in un’ottica produttiva e di progresso economico.
“Se Vieste e i suoi amici – ha concluso Squeo – vogliono creare un’emergenza ambientale in questa città solo per far dire che questa maggioranza è incapace di gestire i rifiuti di ieri e di domani, ha sbagliato i conti. La classe politica che governa questa città ha molto da insegnare, in quanto ad onestà e senso del dovere, a gran parte della politica del Gargano”.
Dopo l’uscita dall’aula di Giordano (invitato dal sindaco a votare a favore della delibera per senso di responsabilità e per dare un segnale di “rottura”) e l’intervento del capogruppo del PD Di Monte, che a nome della maggioranza condivide in tutto l’intervento del Sindaco, l’accapo viene votato all’unanimità dei presenti.
La delibera, lo ricordiamo, prevede la dilazione dei debiti pregressi in due tranches da 500 mila euro entro il 2010 e di altri 2 milioni e 500 mila euro nel periodo successivo.
Il testo, sarà inviato immediatamente a Vieste, nella speranza che il sindaco Nobile abbia gli elementi utili per riaprire già da domani mattina le porte a San Nicandro ed evitare un’emergenza ambientale per l’intera cittadinanza.

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