22 giugno 2012 09:06

La denuncia partita dal Team ARGOD, il monte è pieno di amianto

La Commissione Franceschini nel 1964 nella dichiarazione XXXIX comincia a definire il termine Beni Culturali Ambientali: «... le zone corografiche costituenti paesaggi, naturali o trasformati dall’opera dell’uomo ...». Continua specificando: «... devono essere conservate a godimento della collettività ...». La Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze 2000) al punto 36 della Relazione Esplicativa recita: «Il paesaggio svolge un ruolo importante in quanto elemento dell'ambiente e del contesto di vita delle popolazioni, sia nelle aree urbane, che rurali e sia per i paesaggi con caratteristiche eccezionali, che per quelli della vita quotidiana. Per questo, le popolazioni sono invitate a svolgere un ruolo attivo nella sua gestione e nella sua pianificazione e devono sentirsi responsabili del loro futuro».

L’invito espresso nella relazione Eu è rivolto a tutto il popolo che “vive”, “abita”, “contempla”, “ammira” l’ambiente legato naturalmente al proprio territorio. L’esistenza stessa di territorio e ambiente, ovviamente, è legata alla compresenza di fattori gestionali, tutelativi e di controllo. Personalmente ritengo opportuno partire dall’analisi della prima convinzione, che forse la nostra “popolazione” non ha. Il nostro è un paesaggio, territorio, ambiente con caratteristiche eccezionali florofaunistiche, storico-culturali, degne e meritevoli di tutela e “gestione pianificata”. La seconda convinzione, che noi stessi neghiamo alla nostra coscienza, è legata proprio alle due parole “gestione pianificata”.

Il nostro popolo associa, per abitudine scellerata, tutte queste grandi frasi composte da termini solo apparentemente sconosciute alla sua “memoria”, agli Enti preposti, escludendosi automaticamente dal partecipare, dal collaborare per la buona riuscita di tali azioni e quindi dei risultati. Per sradicare queste convinzioni abitudinarie della nostra mente dobbiamo imparare, si dobbiamo ancora imparare tutti, un piccolo concetto che sta alla base del vivere meglio il nostro territorio; la legge recita, impone, vincola, ma noi quanto ci sentiamo parte di quella legge? Fino a che punto la rispettiamo e la facciamo rispettare per il nostro bene e quello della nostra collettività?

Paragonando il nostro territorio come alla “casa di tutti”, non posso fare a meno di riflettere sul bellissimo paesaggio che appare davanti ai nostri occhi, quando percorriamo la strada che risale il Monte Devio.

Le Isole Tremiti, la Torre Mileto, il lago di Lesina, la macchia mediterranea, i ruderi della Torre Cala Rossa, la foce di Capoiale, sono i soggetti di questo quadro, che la natura ha disposto come componenti di arredo della nostra casa. Scoprire la nostra casa, vandalizzata, insudiciata, come vedete da queste foto, fatte la settimana scorsa, fan scattare un drammatico campanello d’allarme non solo per le autorità preposte, ma anche nelle nostre coscienze.

Noi del Team Argod amiamo il nostro territorio: la pioggia lo lava, il sole lo asciuga e lo fa risplendere come l’oro, la luna lo fa luccicare come l’argento, abbiamo davvero una casa meravigliosa!

I diritti sono uguali ai doveri, ed è solo partecipando alla vita della collettività che diveniamo grandi uomini e liberi. Abbiamo fornito chi di dovere con questo materiale fotografico, certi di un intervento immediato.

Fonte: Giovanna Soccio - Team ARGOD

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