17 luglio 2012 17:49

La località garganica partecipa al censimento 2012 del Fondo Ambiente Italiano

Pochissimi sono i luoghi nel nostro stivale che non possono suscitare interesse, curiosità. Dalle Alpi agli Appennini è un susseguirsi di centri che affascinano, incuriosiscono, coinvolgono.

Basta pensare ai molti centri sorti lungo i fianchi o sulle cime di colli più o meno ripidi per fuggire alle invasioni. Spesso stringono in un abbraccio il castello che svetta orgoglioso contro il cielo. Tali siti circondati da splendida macchia mediterranea offrono al viandante di ogni epoca i profumi della vegetazione, di una cucina, spesso invariata da secoli di peculiarità che anno dello stivale un paese particolare.

E quasi continuum fra nord e sud il fenomeno carsico tipico del luoghi da cui prendono il nome per fenomeni orogenetici della bella Italia eccolo a farsi ammirare in molte zone del sud quale la Lucania la Calabria e la Puglia. Quest’ultima sembrerebbe avere ereditato la maggior parte di queste realtà rendendo il paesaggio in superficie come quello del sottosuolo straordinariamente coinvolgente. Basta citare le grotte di Castellana , ormai conosciute in ogni parte del Pianeta. Ma altri tesori non noti in toto ai più conservano le loro ricchezze da numerosi secoli.

Sono gli Eremi del Gargano. Urbanizzati da “qualche” secolo in un contesto di macchia mediterranea difesa a spada tratta dagli abitanti del luogo, narrano di usi, abitudini spesso traslate nei secoli a venire pressocchè intonsi. Non tutti visitati dall’uomo del terzo millennio quelli scoperti spesso dai volontari amanti del territorio che hanno permesso di far conoscere uno spaccato di un quotidiano lontano. Affrescati elegantemente narrano di un quotidiano certo non facile ma vissuto con gioia e consapevolezza. E queste grotte, che nelle loro peculiarità antropiche ricordano le grotte eremitiche della Murgia Materana hanno un fascino inalienabile.

Visite conoscitive costituiscono un momento di presa di conoscenza e coscienza della difesa del territorio. Se importanti sono tali testimonianze del passato, non certo meno significativo od affascinante il panorama che li circonda. Campi coltivati raggiungono l’orizzonte fra sfumature diverse di verde diversificato nelle varie stagioni, un cielo luminoso e terso (la luminosità della bella Puglia è particolare quasi che Ra con i suoi raggi ne volesse sottolineare le ricchezze culturali e riflettersi nelle bianche costruzioni).Visioni che rilassano la mente fan gioire il cuore e fan respirare all’unisono con GAIA.

Ma se ci si sposta sulla costa le emozioni non sono minori. Spesso si narra delle White Hill of Dover come splendori unici ed irripetibili. Pienamente esatta tale affermazione! Bianche al pari delle coste del Gargano le White Hill scendono in mare quasi ovunque in modo uniforme, mentre la splendida realtà pugliese incontrando le onde, giocando con esse che le ornano di ricami affascinanti ed irripetibili o forme le più svariate traslandole in un palcoscenico fantastico ed una cornice elegantissima e raffinata per la distesa verde azzurro.

Mirabili testimonianze di GAIA unitamente alla peculiare urbanistica unica nel suo genere van difese dall’inquinamento, e da tutto ciò potrebbe impedire il godimento di tali realtà nei secoli a venire. Ed a tale realtà l’opera mirata del popolo pugliese non si è mai fatta attendere conscio dell’onere che ad esso è stato donato dalla Storia.

Carolina Benincasa

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