22 settembre 2010 15:29

E' stata denominata "Grotta delle Colonne d'Ercole", nel territorio di San Nicandro Garganico

Una nuova grotta, fino ad ora sconosciuta ai catasti speleologici e alle carte geografiche e tematiche, è stata scoperta qualche giorno fa dal gruppo archeo-speleologico ARGOD, l'associazione di giovani speleologi di San Nicandro Garganico impegnati anche nella tutela del patrimonio storico, artistico ed ambientale del Gargano.

Si tratta di una cavità concrezionata, con ingresso piuttosto ampio e leggermente declinante, costituita da alcuni ambienti ipogei per uno sviluppo orizzontale complessivo di circa 100 metri, nel primo dei quali, il più ampio e suggestivo, si ammirano imponenti colonne pigmentate da muffe di color verde-grigiastro, che hanno suscitato, con un po' di fantasia, l'epica denominazione di "Grotta delle Colonne d'Ercole".

Le concrezioni si presentano nelle forme più varie: vele, colate, drappi, "canne d'organo" e stalagmiti, ad aggiungere valore ad una grotta che, seppure meno spettacolare, potrebbe accostarsi a pieno titolo alla triade Pian della Macina, Papaglione e Streghe che, insieme alla dolina di Pozzatina, fanno di San Nicandro Garganico il capoluogo del carsismo in Capitanata e una meta tra le preferite dagli speleologi della Puglia e dell'Italia in generale.

Presente, all'interno di uno degli ambienti, anche una discreta comunità di chirotteri, della specie Rhinolophus Ferrumequinum.

«Le grotte esistono a prescindere da noi speleologi - commenta Giovanni Barrella, presidente di Argod - Esistono ambienti sotterranei che probabilmente mai riusciremo ad esplorare, poiché completamente isolati nel sottosuolo, privi di un ingresso in superficie. Altre volte piccole aperture nascondono grotte di notevoli dimensioni, il cui suolo mai prima fu calpestato dall’uomo.

Ciò che conta - continua Barrella - è che noi speleologi abbiamo la possibilità di descrivere e mostrare al mondo l’interno di una “nuova” grotta (nuova agli occhi dell’uomo), che fino a quel momento o non è stata esplorata oppure è stata esplorata solo parzialmente da persone inesperte e scarsamente attrezzate. Guardare per la prima volta un ambiente sotterraneo fino ad allora sconosciuto è decisamente eccitante, se poi questa risulta essere addirittura molto concrezionata, allora l’emozione diviene indescrivibile».

La grotta, la cui collocazione per ora non è stata resa pubblica, si trova in una piccola dolina all'interno di un fondo privato, geologicamente appartenente ad una delle maggiori vene carsiche del territorio sannicandrese. Il gruppo Argod, intanto, sta provvedendo ad ultimare i rilievi e a fornire i dati per l'accatastamento, per cui è già stato informato il responsabile del Catasto Grotte Paolo Giuliani, oltre alla Società Speleologica Pugliese, a cui il gruppo Argod è federato.

A questo indirizzo è disponibile un video della grotta.

Matteo Vocale

(Foto e Video Gruppo Argod © 2010)

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