08 novembre 2010 10:00

Il mare di Torre Mileto rischia 50 pale eoliche

L'allarme era stato lanciato, giorni fa (anche tramite il nostro sito, ndr), dal Comitato per la Tutela del Mare del Gargano: lo specchio d'acqua antistante i comuni di Lesina, San Nicandro Garganico e Cagnano Varano rischia l'installazione di ben 58 pale eoliche, da collocarsi tra le 2,5 e le 4 miglia nautiche dalla costa.

Lo scorso 18 ottobre, infatti, il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, tramite la Capitaneria di Porto di Manfredonia, inviava ai tre comuni interessati copia della richiesta di concessione demaniale per la realizzazione di un parco eolico off-shore, presentata dalla società Ecopowernet s.r.l., con l'invito formale, stabilito per legge, ad apporre eventuali osservazioni entro 30 giorni.

Non ha perso tempo la Giunta comunale di San Nicandro che, su proposta del sindaco Costantino Squeo, dopo una riunione allargata anche ai gruppi consiliari, ha recepito e fatto propria la nota del Comitato del Mare, ponendosi in aperto contrasto con qualsiasi progettualità, riguardante il mare di proprio rispetto, tendente all'installazione di parchi eolici off-shore.

"La realizzazione di diversi, distinti e non concordati parchi eolici - si legge nel testo della nota ripreso dalla delibera di Giunta adottata lo scorso 4 novembre - avrebbe un notevole impatto negativo non solo per l’ambiente naturale e il paesaggio, ma anche per il disturbo alle rotte percorse dall’avifauna migratoria, risultando compromessa persino la navigazione, sia con finalità di pesca sia con finalità da diporto, per l’interdizione non solo degli specchi d’acqua direttamente interessati, ma anche delle comuni rotte navali".

In parole povere, il progetto in questione pretenderebbe che i cittadini dei tre comuni, nonché i turisti e i frequentatori balneari della zona, dal 2011 guardino verso Nord scorgendo non più l'orizzonte azzurro spezzato dalla Isole Tremiti ma una boscaglia di pali con altrettante 'ventole' girevoli.

Ma c'è di più: il parco verrebbe di fatto collocato proprio nell'area marittima interessata da estesi impianti di mitilicoltura, fonte economica della comunità cagnanese e zona di un nascente ecosistema ittico di non poco conto, tanto da attirare anche mammiferi di media e grossa taglia.

Il parere contrario del comune di San Nicandro, dunque, giunge naturale, anche alla luce di altri aspetti: "Questo Ente - si legge infatti nel deliberato seguito ad un incontro formale con assessori e consiglieri comunali - vede sostanzialmente compromessa, ad un attento esame della progettualità in oggetto, ogni e qualsivoglia forma di sviluppo turistico dell’area afferente questo Ente.

La progettualità - continua la delibera - risulta essere in stridente ed inconciliabile contrasto con gli indirizzi programmatori sia di questo Ente, giusta adozione del DPP (documento programmatico preliminare), sia di enti territoriali sopraordinati (PTCP); risulta essere oltremodo inconciliabile con le scelte adottate da questo Ente ed afferente le fonti rinnovabili sia per quanto concerne l’adozione del PRIE, sia per quanto attiene ai paradigmi afferenti lo sfruttamento delle energie rinnovabili (con riferimento alla costituzione della società a capitale pubblico San Nicandro Energie, nda).

No secco e giustificato, dunque, dal Comune di San Nicandro per un progetto che, detto alla paesana, "non sta in cielo né in terra". Né, è il caso di dire, in mare.

Matteo Vocale

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