24 gennaio 2011 20:40

Insorgono le opposizioni, "No alla megadiscarica". Il sindaco Squeo, "Ancora fase embrionale"

A San Nicandro Garganico si torna a parlare di impianto di biostabilizzazione o di "megadiscarica" a seconda che si guardi da una parte politica o dall'altra una questione di grande rilevanza ambientale, il cui dibattito in merito, per essersi presto politicizzato fino all'osso, lascia ancora nella confusione anche i cittadini più attivi e sensibili.

Il primo campanello d'allarme è stato lanciato dai Popolari per il Sud (ex Udeur) che, insieme al resto del centrodestra locale e della coalizione che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo a seguito degli ultimi sviluppi politico-giudiziari) appoggiare Nino Marinacci, sembrano voler fare della questione il cavallo di battaglia per la prossima, imminente competizione elettorale.

Stando a quanto dichiarato da Mario Giordano, coordinatore locale del partito di Mastella e cognato dell'ex sindaco Marinacci, i proprietari dei terreni individuati dallo studio di fattibilità per la collocazione del sito (che dovrebbe sorgere in lcalità Gavitella), avrebbero ricevuto nei giorni scorsi un invito, da parte del Comune, a rendere i fondi disponibili alla Società Ecologica di Bari per effetturare alcuni rilievi indispensabili per la progettazione dell'impianto.

Di fatto lo scorso ottobre, tramite procedura ad evidenza pubblica, il Comune aveva provveuto ad individuare la società come incaricata della redazione del progetto preliminare e dei servizi accessori per la successiva costruzione progettazione ed eventuale costruzione dell'impianto.

Le opposizioni, primi fra tutti proprio i Popolari del campanile (ma, a quanto pare, con riversamenti anche in alcune forze del centrosinistra locale), al grido di battaglia "no alla megadiscarica" hanno riunito alcuni dei proprietari interessati, sottoscrivendo un esposto-diffida inviato al Sindaco, ai presidenti di Provincia e Regione, al Prefetto e al Questore di Foggia e alla Procura della Repubblica di Lucera, nel quale gli stessi indicherebbero le proprie motivazioni di contrarietà alla collocazione dell'impianto nei propri terreni.

«Giorni fa i proprietari in parola - si legge in una nota a firma di Mario Lucio Giordano - hanno ricevuto una comunicazione dal comune secondo la quale dovrebbero “aprire le porte” ai tecnici della ditta Ecologica di Bari, per effettuare i rilievi indispensabili per realizzare il progetto della "vergogna del Gargano".

Anche questo atto fatto in modo singolare è firmato dall’Arch. Adelmo Marrocchella, ma nella narrativa indica che è il sindaco che ordina (la barzelletta dei tre fratelli: ognuno dice che è responsabile l’altro). In sostanza - continua Giordano - un altro abuso di legge fatta dal tecnico plenipotenziario del comune di San Nicandro.

I suddetti proprietari dei terreni (...)  - conclude la nota - diffidano l’Amministrazione comunale e la ditta incaricata ad effettuare qualunque tipo di rilievi nei propri terreni risultando, tra l’altro, pendente un giudizio amministrativo presso il TAR del Lazio».

Ai timori reiterati, il Sindaco Costantino Squeo antepone una sorta di "niente paura". «Le risultanze della gara - commenta il primo cittadino - sono finalizzate alla predisposizione di un progetto preliminare e di uno studio di prefattibilità ambientale (analisi delle acque di due pozzi attigui all’area, carotaggio dei terreni ed altre analisi specifiche). Terminato lo studio si dovrà poi redigere, eventualmente (se cioè le risultanze risulteranno positive e con l’adozione di ulteriori atti ad evidenza pubblica,  il successivo progetto definitivo ed il successivo studio di valutazione di impatto ambientale, sul quale la Regione Puglia dovrà esprimere l’eventuale assenso».

Insomma, stando alle rassicurazioni di Squeo, l'attuale fase riguarderebbe un livello ancora embrionale e il progetto vero sarà sottoposto ad una serie di vagli che lo renderebbero davvero fattibile solo nella effettiva eventualità il sito risultasse idoneo. E riguardo allo spauracchio dell'imminente esproprio dei terreni, ultimamente evocato proprio dai Popolari: «Non vi è alcun provvedimento espropriativo dei terreni interessati dalla studio - chiarisce il sindaco Squeo - ma la necessità di accedere ai luoghi per effettuare i rilevi funzionali alla redazione dello studio di prefattibilità ambientale».

Staff sannicandro.org

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