22 ottobre 2009 00:00

Le navi affondate al largo del Gargano

“Le navi affondate al largo del Gargano. Quali risposte istituzionali a tutela della salute pubblica?” è il tema dell’incontro che si terrà mercoledì 28 ottobre, alle ore 18,00 a San Nicandro Garganico, presso la sala convegni di Palazzo Fioritto.
Organizzato dal movimento delle associazioni garganiche (Centro Studi Martella, Rimboschiamo Peschici, Punto di Stella, Carpino Folk Festival, Argod, Anapie, Giacche Verdi, Circolo Giulio Ricci, Centro Studi Paglicci, Legambiente S.Nicandro, Legambiente S.Giovanni, Legambiente Manfredonia, Legambiente Festambiente sud, Arci Nuova Gestione Monte Sant’ Angelo, Arci San Marco in Lamis, Obiettivo Gargano, A.Ge. Vico del Gargano, Artrabuc, Uriatinon, Venti del Sud, Cambio Rotta), con il patrocinio del comune di San Nicandro Garganico, il convegno ha l’obiettivo di far luce sugli inquietanti interrogativi in tema di “navi a perdere” che si suppone siano state affondate al largo del Gargano.
Interrogativi da sempre sussurrati e che hanno preso consistenza in seguito ad un’inchiesta del giornalista Gianni Lannes pubblicata sul settimanale Left-Avvenimenti nel dicembre 2007, poi ripresi anche in un’interrogazione parlamentare, nella scorsa legislatura, dal senatore Francesco Ferrante.
Un tema scottante, potenzialmente allarmista, ma sul quale le associazioni garganiche ritengono necessario fare chiarezza, squarciando il velo di silenzio e di indifferenza che lo avvolge, in un confronto aperto tra società civile ed istituzioni per capire, ma anche per ottenere impegni e risposte.
Fra i relatori del convegno, oltre al sindaco del comune di San Nicandro Costantino Squeo, il giornalista Lannes (direttore di “Terranostra”, che esibirà documenti, testimonianze, foto ed anche un filmato inedito) e i referenti delle istituzioni interpellate: l’assessore regionale alla cittadinanza attiva Guglielmo Minervini, rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e del Parlamento.
Orientato al più ampio coinvolgimento della società civile in tutte le sue articolazioni, e al confronto con le istituzioni ad ogni livello, al convegno sono stati invitati membri del Parlamento italiano ed europeo, i vertici dell’amministrazione regionale e provinciale, il presidente del Parco Nazionale del Gargano, i sindaci dei comuni garganici, magistrati, rappresentanti del mondo della cultura e dell’informazione, forze dell’ordine, dirigenti, insegnanti e studenti delle classi finali degli istituti superiori dei vari comuni del Gargano, associazioni culturali ed ambientaliste.
Un confronto sulle “navi a perdere”, che parte da quelle “visibili” come la “Eden V” incagliata sulla costa lesinese da più di 20 anni o la “Panayiota” sull’isola di Pianosa, alle Tremiti, per estendersi a quelle che secondo l’inchiesta giornalistica sarebbero depositate sui fondali marini prospicienti la costa garganica, per poi procedere, qualora le tesi sostenute trovassero conferma, alla bonifica del tratto di mare compreso tra il Gargano, le Isole Tremiti, Pelagosa, assicurando il controllo continuo da parte delle autorità del tratto di mare interessato.

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Da un comunicato ufficiale dell'Associazionismo Attivo del Gargano

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