17 gennaio 2013 19:01

In rappresentanza degli studenti ha parlato il sannicandrese Gianpaolo D'Antuono

C'era il pubblico delle grandi occasioni, ieri sera, nell'aula magna dell'Università degli studi di Foggia, per la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2012-2013. Oltre 600 persone, record di convenuti per questo tipo di evento: studenti, ricercatori e professori hanno risposto numerosi all'invito, ma in sala c'erano anche tanti curiosi ed ammiratori dell'amato giornalista e divulgatore scientifico Piero Angela, ospite d'onore della cerimonia inaugurale.

A rendere ancora più appetibile l'occasione, il fatto che questo sarà l'ultimo "evento accademico" presieduto da Giuliano Volpe, alla luce della decisione di "autosospendersi" dall'incarico, in vista della sua corsa verso il Parlamento,nelle liste del partito di Nichi Vendola.

Gli studenti dell'associazione studentesca "Area Nuova" non si sono lasciati sfuggire un'occasione ghiotta come quella dell'inaugurazione dell'anno accademico per ribadire, ancora una volta, quelle che sono le loro perplessità in merito alla decisione del rettore Giuliano Volpe di "autosospendersi" dall'incarico, invece che dimettersi.

Ed è così che hanno "salutato" il rettore con lo striscione "Eticamente Volpevole" che sintetizza e condensa il loro pensiero sulla decisione del magnifico. La scelta di autosospendersi non è sufficiente per gli studenti foggiani e a ribadire il concetto (dopo lettere e comunicati inviati nei giorni passati da più associazioni studentesche), ieri sera, è stato Gianpaolo D'Antuono, durante il suo discorso in rappresentanza degli studenti.

«Magnifico non si nasconda: non lasci i suoi oneri alla persona del prorettore (tra l'altro da lei nominato) e non esponga la nostra università ad interpretazioni ambigue», ha tuonato lo studente del dipartimento Scienze Agrarie. E prima di concludere il suo discorso, D'Antuono ha rincarato la dose: «Noi studenti non abbiamo l'anello al naso. L'articolo 1 comma 3 dello statuto vigente della nostra università recita: 'l'ateneo afferma la propria indipendenza da qualsiasi condizionamento ideologico, politico, religioso ed economico'.

Non servono, quindi, altre parole: lei si deve dimettere». Piccata e sintetica è stata, invece, la risposta del rettore Volpe. "Non è questa la sede per affrontare questi discorsi. Ma voglio ribadire che la scelta di autosospendermi non è una scelta di comodità, ma è l'ennesimo gesto di responsabilità nei confronti dell'università. Perché l'etica è non scappare dalle proprie responsabilità".

Ed è così che il discorso del rettore si è trasformato in un accorato bilancio di questi anni di lavoro: "Avevo promesso di essere un rettore militante e ho cercato di mantenere questo mio impegno, per affermare una università che si mette in gioco, che si sporca le mani conservando limpida la coscienza. Spero che almeno questo mi venga riconosciuto".

Il ruolo della scienza (e delle scienze tutte) per il progresso e la crescita economica, politica ed etica della società è stato il tema scelto per aprire l'accademico appena iniziato. Scienza e società perché "riteniamo che oggi più che mai il nostro paese debba riflettere sul ruolo che la formazione e la ricerca possono e devono avere nella costruzione del futuro", ha spiegato Volpe. E in questo processo, un ruolo fondamentale è quello ricoperto dalle università.

A cavalcare, sull'argomento, interi decenni è stato Piero Angela, con il suo discorso "a braccio" che ha interessato tutto il pubblico presente. Come è cambiato il nostro paese e il nostro stile di vita "dalla società del pane alla società dei pc". Una disamina interessante, chiarissima e illuminante perché, come sostenuto dallo stesso Angela, "la scienza ha questo di bello: che unisce le generazioni, perché le regole non cambiano.

E' un percorso di conoscenza lungo il quale tutti possono inoltrarsi, a condizione - naturalmente - che il racconto sia fatto in modo chiaro e comprensibile". Insomma, in perfetto stile Quark. Arrivando però alle soglie della società dei pc, però, i conti sembrano non tornare: "il nostro paese, così ricco di storia, di arte, bellezza e alti ingegni, sembra non riuscire a vivere nel mondo moderno", spiega ancora Angela, proponendo - in vista della svolta tanto attesa - alcuni "acceleratori del cambiamento".

Tra quelli elencati, uno è la promozione di una tv di qualità ("di quelle di accendano i cervelli, invece che spegnerli", "bisogna accendere i cervelli, oltre alle tv"), l'altro è "mettere gli uomini giusti nei posti giusti ("una garanzia del successo: sono queste le piccole, grandi cose in grado di realizzare davvero una rivoluzione"). Il segreto allora per venire fuori da questo lungo momento d'impasse è andare al di là degli orizzonti e dei provincialismi: "bisogna capire come cambia il mondo per rendere il nostro un paese normale e moderno".

Fonte: foggiatoday.it

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