12 agosto 2013 18:41

A San Nicandro la passione per il calcio sfida la pioggia

Non poteva che essere così: una smisurata passione per il calcio a sfidare la pioggia e un campo ormai sterrato, l’emozione di giocare una partita a dispetto degli anni e degli acciacchi che avanzano, la voglia di rispondere all’appello e riscoprirsi magicamente insieme per lasciarsi cadere addosso una inguaribile nostalgia.

Ingannevoli trasformazioni del volto e della propria sagoma non sono stati immediatamente percepiti da qualche vecchio compagno di squadra: è stato più difficile riconoscere qualcuno che conoscerlo. Le traiettorie di vita personali si sono date appuntamento e si sono incrociate al campo sportivo per una calorosa stretta di mano: “Come stai” “Dove lavori” “Quanti anni sono passati” sono le voci della rimpatriata, “Ma tu ancora giochi” “E chi lo trova il tempo” “Mi sono dato alla bicicletta” per schermirsi e cercare di domare gli anni che passano.

Decenni fa nel pieno della gioventù e di un futuro tutto da vivere, oggi avvocati, dottori, artigiani, insegnanti, imprenditori, onorevoli, operai, dipendenti, pensionati, soprattutto ammogliati con figli e nipoti, indistinti sotto due divise, bianca e celeste come impongono i colori cittadini, a “correre” dietro ad un pallone, bagnato e appesantito, quasi ad esaltare lo sforzo fisico e atletico che le masse poco muscolari e abbastanza adipose non sono più disposte a sostenere.

Il tempo passa per tutti ma ciò che si ha dentro non cambia e una partita di calcio è un ritorno a se stessi, fa bella la vita, ci regala ruoli da interpretare, decisioni da prendere, obiettivi da raggiungere, vittorie e sconfitte da gestire, e questi “ragazzi” degli anni ’40, ’50 e ’60 sanno che il gioco va preso sul serio e che il fischio finale ci prepara l’attesa per la gara successiva.

Si è giocato intensamente, fino alla fine, con un diligente arbitraggio, ci sono stati i gol, alcuni apprezzabili gesti tecnici, diversi prevedibili infortuni, molto fair play, incitamenti e simpatiche battute dalle panchine, foto ricordo e promesse di future rivincite ma, su tutti, quando l’imbrunire della sera e il cielo libero dalle nuvole accoglievano una simpatica e innocente consegna di medagline per ognuno, si è riversata una pioggia di felicità per quelle due ore trascorse insieme e si va via pensando che questo ritrovarsi sia stato un mezzo miracolo pur sembrando normale.

La Festa dell’Agricoltura e l’AGAPE (associazione genitori e amici piccoli emopatici), il 9 agosto 2013, con la presenza a bordo campo di Nicola Ciavarrella e Stefania Di Lella, non avrebbero potuto trovare, con questo revival calcistico,una immagine migliore, uno “sponsor” così accreditato, un’occasione talmente unica per lasciare efficaci segnali della propria presenza in S. Nicandro. Il momento ludico e quello della solidarietà hanno bisogno di stare insieme per la piena riuscita di entrambi. Auguriamoci che la clemenza del tempo, la prossima volta, faciliti lo svolgimento della manifestazione e una partecipazione più fortunata per una degna cornice di pubblico.

Ho dovuto “dribblare” tra i tanti e meritati nomi per non citarne alcuno delle “vecchie glorie calcistiche sannicandresi” ma sono certo di farmi portavoce di tutti se evidenzio quelli di Antonio Salvatore, Giuseppe Manduzio e Vincenzo Flena che si sono prodigati per realizzare questa indovinata iniziativa. E’ un grazie dovuto e sincero. Arrivederci, amici del pallone

Antonio Cristino

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