29 ottobre 2009 11:19

E' il colonnello Vito Antonio Diomeda

"Abbiamo un obiettivo: rendere sempre più forte il controllo del territorio e intensificare le attività investigative". Non usa mezzi termini il colonnello Vito Antonio Rosario Diomeda, che dallo scorso 26 ottobre ha assunto il Comando Provinciale Carabinieri di Foggia, quando parla dell'omicidio di Ciccillo Libergolis, avvenuto due sere fa a Monte Sant'Angelo. Lo ha fatto questa mattina presentandosi ufficialmente alla stampa. "E' un delitto efferato che va seguito, va risolto - è categorico il colonnello Diomeda. E' pensabile una risposta, ora bisogna vedere quando. Bisogna capire - ha aggiunto il colonnello Diomeda - se c'è l'intenzione di alzare il tiro. Una risposta, purtroppo, credo che si sarà. Ma non questo, non è prevedibile. Secondo l'ufficiale l'uccisione di Ciccillo Libergolis, potrebbe essere riconducibile ad un discorso di vendetta trasversale, una risposta al duplice omicidio del boss Franco Romito e del suo autista Giuseppe Trotta, assassinati nelle campagne sipontine lo scorso 21 aprile. Ma il colonnello Diomeda è convinto che l'assassinio di Ciccillo, non sia un discorso prettamente legato alla vendetta, ma è convinto che sotto la cenere covino discorsi di interessi. Emerge, durante la conferenza, un probabilmente, riavvicinamento agli affari di famiglia da parte di Ciccillo. Poi l'attenzione viene spostata sulla collaborazione e sulla sicurezza partecipata. "Non basta gridare al lupo al lupo: il lupo va catturato - incalza il colonnello. La mafia, i fenomeni estorsivi e la criminalità non si combattono senza la collaborazione della gente. Non si può fare nulla senza che la cittadinanza dia una mano - chiosa Diomeda. Il colonnello non tralascia neppure i fatti di sangue che in questi ultimi mesi hanno macchiato la città Capoluogo: a Foggia in due mesi sono morti ammazzati due ragazzi di 17 anni, accoltellato in piazzetta ‘per un macabro scherzo, e uno di 22 anni, per questioni sentimentali. Poi l'episodio accaduto al liceo scientifico Volta dello studente entrato in classe con una pistola. "Questa violenza gratuita - ha detto l'ufficiale - è un fenomeno tipicamente metropolitano, un problema giovanile che non va risolto solo con la repressione. E' un problema di agenzie sociali: scuola e famiglia. E' in quei due ambiti che si dovrebbe maggiormente lavorare e sensibilizzare i ragazzi".

Tatiana Bellizzi  da Teleradioerre

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