13 marzo 2012 14:00

Tante le criticità, ma tante sono anche le proposte

E’ stata una settimana dedicata ai seminari in OST (Open Space Tecnology) quella appena trascorsa, dove i mondi dell’associazionismo, delle scuole e degli esercenti, si sono ritrovati tutti insieme prima a San Nicandro e poi a San Marco per discutere delle pratiche partecipative e della riqualificazione degli spazi urbani dell’Ambito Territoriale di San Marco in Lamis.

Quelle che sono emerse principalmente dai due seminari, sono le varie ‘criticità comuni’ alle quattro cittadine facenti parte dell’Ambito: abbiamo riscontrato infatti come la mancanza del ‘far rete’ tra le varie associazioni sia cosa avvertita sia a San Marco, sia a San Giovanni che a Rignano e a San Nicandro. Le associazioni, di conseguenza sentono la necessità di dotarsi di una ‘cabina di regia’ che le coordini, leggendone le problematiche e i punti di forza e soprattutto sia in grado di riportare tutte le azioni e i progetti che esse erogano.

Inoltre, a livello avanzato si è ipotizzato la creazione di uno sportello informativo presso l’Ambito, come anello di congiunzione tra Comune, cittadini e coordinamento delle associazioni. Altra ‘criticità comune’ emersa, è stata l’annosa quanto spinosa questione della sicurezza, per la quale gli intervenuti hanno proposto una diversa chiave di lettura e un diverso approccio nei suoi confronti, ovvero, l’avvio prima di tutto una campagna di sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole e poi l’introduzione magari, di un vigile di quartiere nelle aree più a rischio.

Ma tante e altrettanto importanti sono state le mancanze evidenziate nel corso dei seminari, come ad esempio l’assenza di dialogo tra le associazioni e tra queste e gli enti; o la ‘cattiva gestione’ del tempo libero: ci sono molti spazi non utilizzati come teatri, laboratori e cinema; dai gruppi di lavoro formatisi all’interno dei seminari sono emerse anche la frammentarietà delle proposte associative e la necessità di creare una maggiore flessibilità degli orari dei negozi: nasce dunque l’esigenza di creare per i cittadini, maggiori spazi di fruizione dei beni e degli spazi abbandonati per poi pensare ad una successiva valorizzazione; e per ciò che riguarda gli spazi urbani, è stata avanzata la proposta di creare dei punti di aggregazione volti anche a ridurre la devianza e l’emarginazione sociale.

In definitiva, uno spaccato della nostra società in cui sono state evidenziate tante criticità ma dal quale sono uscite anche tante proposte, alcune delle quali molto interessanti e innovative e che la SMILE Puglia, soggetto attuatore del progetto “TempoRà”, ha ascoltato attentamente proponendosi, a stretto giro, di ritornare a parlare di questi problemi e di formulare magari insieme al mondo dell’associazionismo, della scuola e degli esercenti, delle ipotesi e delle proposte per la risoluzione di alcune di queste tematiche.

Comunicato stampa

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