18 febbraio 2011 18:55

Si teme per il comparto agricolo

Questa mattina le campagne nell'immediata periferia di San Nicandro Garganico e il cielo del centro urbano hanno offerto uno spettacolo apocalittico: centinaia di migliaia di storni hanno letteralmente invaso vaste zone, evocando, senza troppa ironia, le scene del noto film di Hichcock "Gli uccelli".

Un paio di giganteschi stormi, che hanno sorvolato la città e le campagne in lungo e in largo per buona parte della giornata, posandosi a tratti qua e là per i campi ma anche su fabbricati e strutture del centro abitato. Un numero, a detta di molti testimoni, assai superiore a quelli che solitamente si avvistano durante l'autunno e la primavera ormai da qualche anno.

Si teme per il comparto agricolo, data la dannosità di questa specie che si ciba di bacche e frutti nonché di semi raccolti dai terreni. Lo sturnus vulgaris è originario del Nordafrica e dell'Eurasia ma, nel tempo, è andato adattandosi in Nord Europa. Inserito nell'Elenco delle 100 specie aliene più dannose del mondo, è specie protetta in Italia e in buona parte d'Europa. E' un uccello particolarmente gregario, con centinaia di esemplari per ogni stormo che compiono voli simultanei dall'evidente contenuto scenico, efficace mezzo di difesa dai predatori.

I primi avvistamenti in Italia si ebbero verso la fine dell'Ottocento in Veneto e Friuli ma, da oltre una decina d'anni, si nota la sua massiccia presenza anche nel centro e nel sud Italia. Dalle nostre parti arriva a svernare verso gennaio, per tornare nelle regioni del Nord con i primi caldi.

Se la loro permanenza dovesse protrarsi ancora per qualche mese, potrebbe rivelarsi un vero problema per l'imminente semina del grano e in genere del frumento cosiddetto "marzuolo", nonché per gli alberi da frutta e gli olivi. Da studi recenti, inoltre, emerge come la loro presenza massiccia nelle città favorisca la diffusione di alcune malattie micetiche, protozoarie, virali, parassitarie e batteriche.

Sono al vaglio infatti, già in molte parti d'Italia, metodologie ecocompatibili di allontanamento e confinamento dei gruppi in altri luoghi, con risultati soddisfacenti.

Matteo Vocale

(Foto Nazario Cruciano)

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