10 agosto 2011 14:49

Arrestato Nicola Di Tullio

Avevano individuato dall’elicottero, durante una perlustrazione aerea, con l’aiuto di moderne apparecchiature ottiche, qualcosa di strano in quella radura tra i boschi in località “Don Nunzio”, per questo i Carabinieri della Stazione di San Nicandro Garganico hanno deciso di inerpicarsi sulla impervia zona boschiva che caratterizza quelle località, per verificare se ciò che avevano avuto modo di intravedere dall’alto corrispondesse ai loro sospetti.

Mossi da tale curiosità, hanno risalito il costone di montagna, praticando un impervio sentiero percorribile solo a piedi, e dopo quasi tre quarti d’ora di faticoso cammino si sono imbattuti in una vasta piantagione di marijuana, dirimendo così ogni dubbio. La piantagione era composta da centinaia di piante ed era dotata di un’efficace, seppur rudimentale, sistema di irrigazione, collegato al pozzo di una vicina masseria disabitata; era quindi evidente che qualcuno prima o poi avrebbe dovuto recarsi in loco per prendersi cura degli arbusti di marijuana, già ben sviluppati e fioriti.

Per questo motivo i militari dell’Arma hanno deciso di appostarsi nei giorni successivi tra la vegetazione della località, per individuare chi si stesse occupando della coltivazione illegale di quelle piante. Nei 3 giorni a seguire, infatti, i Carabinieri si sono appostati di notte con l’intento di sorprendere in flagranza il responsabile della coltivazione, che puntualmente si è presentato all’alba di martedì, quando, una volta giunto sul sito, dopo aver accuratamente controllato lo stato di fioritura delle piante, ha attivato il sistema d’irrigazione.

E’ stato proprio in quel frangente che i Carabinieri appostati tra la fitta vegetazione sono intervenuti bloccando l’uomo, Di Tullio Nicola, 55enne sannicandrese, rivelatosi poi essere anche il proprietario della masseria poco lontana. L’uomo, in evidente imbarazzo, non ha potuto far altro che ammettere le proprie responsabilità sostenendo di averne acquistato i semi dello stupefacente all’estero.

I Carabinieriv hanno estirpato e sequestrato ben 262 piante,lunghe tra 60 cm e 2 metri e mezzo. Diamante è stato quindi arrestato con l’accusa di coltivazione e produzione di stupefacenti e tradotto presso il carcere di Lucera. Le analisi svolte sulle piante dal Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale Carabinieri di Foggia hanno indicato che dalla piantagione si sarebbero potute ottenere oltre 5600 dosi medie da immettere sul mercato illecito della droga.

Fonte: Statoquotidiano

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