09 novembre 2011 13:35

Il 23enne avrebbe ricevuto il rifiuto di frequentare la palestra

L'unica "colpa" del karateka Massimiliano di Pardo e' stata quella di aver vietato al suo assassino di frequentare la sua palestra perchè preoccupato per il carattere particolarmente rissoso di quest'ultimo.

Un veto che, Leonardo De Angelis 23enne di San Nicandro Garganico, non ha affatto mandato giù tant'è che con estrema freddezza il pomeriggio del 18 ottobre ha imbracciato un fucile calibro 12 e lo ha ucciso.

Ma ieri il giovane conosciuto in paese con il soprannome di "Nino Taccone", è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare con l'accusa di omicidio. Quando si e' accorto della presenza dei carabinieri, il 23enne ha tentato la fuga, nascondendosi nel macello comunale, dove poi è stato ammanettato.

Stando ad una ricostruzione dell'accaduto la vittima e De Angelis il pomeriggio di tre settimane fa, hanno avuto un acceso diverbio alla presenza del figlio 17enne del karateka. La discussione sembrava terminata lì; ma qualche ora più tardi De Angelis, in sella al suo scooter, è tornato presso il garage palestra di Di Pardo. Ha atteso che giungesse l'uomo per poi esplodere tre colpi di fucile.

Pare che nei giorni precedenti De Angelis avesse effettuato anche un sopralluogo nel box, proprio per meglio organizzare l'agguato mortale. Debole l'alibi fornito dal giovane agli inquirenti quando, dopo l'esame dello stub, hanno ritrovato particelle di polvere da sparo sulle sue mani. Lo stesso ha dichiarato di aver utilizzato dei mortaletti e che nelle ore dell'omicidio era a casa a dormire.

Va detto inoltre che presso l'abitazione dell'aggressore i carabinieri hanno anche recuperato munizionamento compatibile con quello utilizzato per uccidere Di Pardo. Nei giorni immediatamente successivi all'omicidio i militari hanno ritrovato in località Boschetto, lo scooter di De Angelis carbonizzato mentre sulle mani dello stesso erano visibili una serie di bruciature che - dicono gli inquirenti - l'assassino si è procurato per dare alle fine il ciclomotore così da cancellare ogni possibile traccia a lui riconducibile.

Fonte: Tatiana Bellizzi per Teleradioerre

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