17 dicembre 2011 09:23

Alberi caduti su SS 89, danneggiata copertura ufficio postale

Le raffiche di Ponente che si sono abbattute la scorsa notte hanno causato notevoli danni in tutto il Gargano. A San Nicandro Garganico numerose sono le coperture di abitazioni divelte, almeno in parte, dal vento che si è intensificato tra la mezzanotte e le 2,00 di questa mattina.

Danneggiato l'Ufficio Postale, dove si registrano rilevanti sconnessioni alla copertura e la caduta di alberi sopra la recinzione posteriore. Due alberi, invece, hanno bloccato per qualche ora la SS 89, in direzione Apricena presso la località Piano dei Cerri. Il forte vento ha spostato e praticamente distrutto il gabbiotto di vigilanza del distributore P.I. in via Marconi. Alberi caduti su buona parte del territorio comunale e in città: completamente a terra l'abete di un'abitazione privata in piazza Bartolo Longo, mentre la villa comunale di piazza IV Novembre e corso Giovanni XXIII, alle prime luci dell'alba erano praticamente ricoperti di rami spezzati.

Nelle prime ore della mattina sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco sia sull'Ufficio Postale sia su alcune abitazioni danneggiate, in particolare su via Gondar, parallela di viale Vittorio Veneto, dove il vento ha completamente divelto alcune parti in metallo e materiale coibentato della copertura di un'abitazione privata. Danni in alcuni punti anche a segnaletica e arredo urbano. Al lavoro per tutta la notte e fino a questa mattina anche i volontari dell'AVERS Protezione Civile e il comando di Polizia Municipale, che hanno monitorato la situazione nel centro abitato per scongiurare eventuali situazioni di pericolo.

La situazione sta tornando lentamente alla normalità: il vento è diminuito notevolmente di intensità e tenderà a divenire debole da Maestrale. Da lunedì è prevista una notevole diminuzione delle temperature con qualche piovasco e possibilità di nevischio già in alta collina, mentre il freddo, seppure senza fenomeni, ci accompagnerà fino a Natale.

Matteo Vocale

(Foto: i VV FF impegnati a tagliare l'albero ceduto sull'Ufficio Postale - G. Carbonella - Archivio AVERS

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