20 marzo 2012 14:26

Tra gli arrestati c'è anche un sannicandrese

Questa mattina gli agenti della Squadra Mobile diretti da Pierfrancesco Muriana, in collaborazione con i colleghi di Foggia e sotto il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, hanno dato esecuzione a cinque misure cautelari e arrestato 5 persone ritenute, a vario titolo, coinvolte in un florido traffico di sostanze stupefacenti, destinate ad essere smerciate sulla piazza pescarese.

Gli arresti sono stati disposti dal gip Maria Michela Di Fine. In manette sono finiti Roberto Martelli, 31 anni di Pescara, Christian De Sanctis, 21 anni di San Giovanni Teatino, Alessio Spinelli, 33 anni di Pescara, Silvana Di Rocco, 38 anni di Pescara e Carmine D’Apote, 46 anni di San Nicandro Garganico.

L’indagine condotta dalla Procura di Pescara (pm Gennaro Varone) ha mosso i primi passi all’inizio dell’anno scorso e ha riguardato complessivamente 11 persone.

Grazie anche al supporto delle numerose intercettazioni telefoniche avviate è stato possibile sequestrare, tra eroina e cocaina, più di 1 Kg di sostanze proibite.

Le indagini hanno evidenziato il ruolo di spicco di Roberto Martelli nel traffico di sostanze stupefacenti che interessa il territorio della provincia pescarese. Martelli è anche accusato di aver ceduto, unitamente a sua moglie G.D. classe 28 anni, diversi quantitativi di eroina e cocaina ad un loro conoscente, sulla cui posizione sono tuttora in corso approfondimenti.

Gli inquirenti hanno scoperto, inotre che Christian De Sanctis metteva a disposizione degli indagati sim card intestate a terzi ignari, poi utilizzate per le conversazioni “riservate”. Le indagini, proprio per la particolare cautela osservata dagli indagati, sono state particolarmente complesse.

Del resto lo stesso Martelli, in una comunicazione intercettata, dopo aver chiesto al De Sanctis di fornirgli quattro schede telefoniche, dileggiava gli investigatori dicendo all’amico «… così metto quattro schede, perchè siccome gli piace ascoltare li facciamo ascoltare meglio con quattro schede! Gli piace cacciare i soldi allo Stato … con quattro schede mi sentono di più …».

Nonostante le accortezze adottate, Martelli non è riuscito ad evitare che gli investigatori ascoltassero la contrattazione con D’Apote, soggetto gravato da precedenti anche specifici, con il quale, parlando apparentemente di “cocomeri” (effettivamente Martelli ha un negozio di frutta e verdura), si accordava per l’acquisto di un chilogrammo di eroina.

La consegna, che doveva avvenire per mano degli “insospettabili” coniugi Grilletto – Di Gregorio non è andata a buon fine grazie all’intervento dei poliziotti.

Avendo perso il “carico”, Martelli, preoccupato che gli investigatori potessero risalire a lui, sospettando che le sue conversazioni con il D’Apote fossero state intercettate, ha messo in scena una pantomima che, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto convincere gli investigatori che lui ed il complice parlavano proprio di cocomeri - e di null’altro.

Così Martelli ha incaricato sua moglie di recarsi in Puglia e di acquistare lì alcuni cocomeri, in modo tale da accreditare, in caso di controllo della vettura da parte delle forze dell’ordine, la versione di un semplice commercio di frutta. Peccato che, come da verifica effettivamente eseguita dai poliziotti, i cocomeri trasportati dalla donna fossero solo cinque (e non i “quintali” di cui si parlava nelle conversazioni intercettate in tempi non sospetti), numero veramente esiguo e certamente non idoneo a spiegare il perché della necessità di un acquisto a centinaia di chilometri di distanza, palesando viceversa lo sconclusionato tentativo di sottrarsi ad indagini fattesi a quel punto davvero stringenti.

Fonte: primadanoi.it

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