14 aprile 2012 09:27

A Palazzo Fioritto la presentazione del libro "Gesù è più forte della camorra"

Lunedì 16 Aprile alle ore 18.00 presso l’Auditorium di Palazzo Fioritto di San Nicandro Garganico don Aniello Manganiello presenterà il suo libro “Gesù è più forte della camorra” dell’Editore Rizzoli.

Per i giovani la presenza di don Aniello è una straordinaria opportunità di riflettere sul perché della propria insofferenza. L’evento è voluto e promosso dal Preside del Liceo De Rogatis Antonio Scalzi, il quale è particolarmente sensibile alle problematiche dei giovani di cui si occupa quotidianamente, e dall’Assessorato alla Cultura.

Essenziale il contributo e l’impegno del sannicandrese Pier Paolo Mascione che quotidianamente vive le difficoltà e le problematiche del quartiere Scampia essendo impegnato nella Squadra Volante di Polizia proprio in quel difficile territorio.

Dopo i saluti del Sindaco Vincenzo Monte, dell’Assessore alla Cultura Rosa Ricciotti, del preside Antonio Scalzi e del Consigliere Provinciale Sergio Clemente, interverranno al fianco di don Aniello Manganiello, il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Potenza Massimo Lucianetti e il Pier Paolo Mascione della Squadra Volante della Polizia di Stato presso il Commissariato di Scampia.

Alle ore 11.00 del 16 aprile l’evento sarà proposto agli alunni dell’Istituto “De Rogatis” di Cagnano Varano.

Don Aniello Manganiello, di origini campane, dai primi anni Novanta al settembre 2010 è stato il parroco di Santa Maria della Provvidenza, a Scampia. Il suo trasferimento ha suscitato le proteste della gente e ha avuto una grande eco sui media. «Quando sono arrivato a Scampia ho preso atto della paura e della rassegnazione della gente. Gli abitanti erano ricattati continuamente dalla camorra ed erano sotto scacco anche per via del menefreghismo delle istituzioni e per la corruzione dei pubblici poteri della Campania e di Napoli. Non si poteva non agire e allora ho preso la camorra di petto e per questo ho avuto anche delle minacce.

Ma lo rifarei ancora - spiega don Aniello - perché questo ha inoculato nella gente tanto coraggio. Tanti giovani hanno sposato i progetti educativi dell'oratorio e della parrocchia, progetti creati per strappare quanti più adolescenti possibile dalla camorra».

Comunicato stampa

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