15 febbraio 2013 08:45

Sono 3 i siti della Capitanata nella top ten dell'iniziativa del FAI

I risultati del VI censimento del FAI (Fondo Ambiente Italiano), la fondazione onlus che, di anno in anno, adotta siti di rilevanza storico-culturale in tutto il territorio italiano, finalizzandone il recupero, non lasciano dubbi: i "Luoghi del Cuore" (questo il nome dell'iniziativa) del 2012 sono in Capitanata e sul Gargano.

Ottimo il risultato, forse anche oltre le aspettative, raggiunto da ben tre siti dislocati tutti in provincia di Foggia: la chiesa di S. Nicola, a San Paolo di Civitate, è seconda nella lista nazionale con 53.394 segnalazioni e segue di poche centinaia di voti la capolista, il sito archeologico di Cittadella di Alessandria, in Piemonte. A chiudere il podio, invece, l'abbazia benedettina della SS. Trinità di Monte Sacro, nel comune di Mattinata, con 50.071 segnalazioni.

Segue, degno di nota al quarto posto, il Museo di Totò nel rione Sanità di Napoli, mentre scorrendo la 'top ten', all'ottavo posto si incontra ancora un sito dimenticato sempre in provincia di Foggia, sul confine tra i comuni di S. Marco n Lamis e San Nicandro Garganico ma territorialmente appartenente al primo, gli Eremi della Valle di Stignano (24.694 segnalazioni), un complesso di antichissime strutture cenobitiche di modeste dimensioni, dislocate sul versante sudoccidentale del massiccio garganico.

Soddisfazione è stata espressa da Ludovico Centola, referente dell'associazione "La valle degli Eremi", che ha inteso valorizzare il sito proprio con l'iniziativa del FAI, promuovendo una intensa campagna di raccolta firme su tutto il territorio e ottenendo il patrocinio morale di alcuni comuni coinvolti. Notevole e determinante, infine, l'attività di molte associazioni culturali del circondario, che hanno moltiplicato iniziative pubbliche in tutte le piazze dei comuni interessati e limitrofi.

Un risultato non di poco conto per il Gargano e la Capitanata, territori stracolmi di luoghi da salvare, alcuni dei quali di notevole rilevanza per la storia non solo locale. E tuttavia, abbandonati all'incuria e alla mercé di disattenzioni istituzionali talvolta gravi che, nelle omissioni dei controlli più elementari, permettono il perpetuarsi di veri e propri atti di sciacallaggio e distruzione.

Un dato che deve far riflettere, dunque, le realtà amministrative locali come gli organi di controllo e tutela, che troppo spesso trincerano dietro l'alibi della mancanza di fondi, l'inconsapevolezza del valore di taluni siti per uno sviluppo a più larga maglia del territorio. Dall'altro lato della medaglia, invece, la realtà associativa, che si attesta ancora una volta come vero organo di tutela e valorizzazione di un contesto tuttora martoriato da visioni retrograde del concetto di investimento sul territorio.

Matteo Vocale

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