24 marzo 2013 09:22

Mario Salvatore incanta il pubblico presente

Con lo spettacolo del 16 marzo termina la “piccola stagione teatrale”, come più volte l’ha chiamata Anna Maria Fallucchi, che ha inaugurata quest’anno la riapertura del Cine-Teatro Italia.

Lo spettacolo “Così cantava Napoli”, nel quale si è esibita una formazione musicale di 6 elementi guidata da Mario Salvatore, nato a Foggia ma di origini napoletane, ha rimpiazzato quello di Carmela Vincenti “Spose” venuto meno per motivi tecnici e ci ha proposto, dandogli una certa veste culturale, un excursus sulla canzone napoletana a partire dalla seconda metà dell’800.

Le linee guida del discorso musicale si sono articolate sui due filoni della canzone napoletana, l’uno di estrazione schiettamente popolare con motivi nati dalla fantasia di poeti e musicisti improvvisati, gente che esercitava i mestieri più svariati, da vinai a camerieri, da guantai a impiegati postali, a barbieri e quant’altro, la cui creatività fluida e genuina ha regalato al mondo veri gioielli di arte squisitamente autentica, ridondanti di emozioni, che sono entrati a far parte delle peculiarità più vere dell’incantevole città partenopea.

E qui sono sfilati, riproposti in veste folcloristica, capolavori come “O’ marinariello”, “Funiculì funiculà”, “O paese d’o’ sole” per citarne solo alcuni e tantissimi altri successi mondiali che ci hanno deliziato con la grande vis sentimentale e comica, componenti intrinseche e inscindibili della canzone napoletana, nonché con bozzetti descrittivi che sono dei veri acquerelli riproducenti spaccati paesaggistici e di stili di vita che spesso emergono da questi brani.

L’altro filone, quello delle canzoni d’autore composte da accademici del calibro di Salvatore Di Giacomo, Francesco Paolo Tosti, Libero Bovio, ecc, ci ha proposto dei veri classici della musica leggera che, rimarcando a volte i modi della musica lirica, hanno creato uno stile che ha influenzato compositori, anche di musica classica, di altre culture e nazionalità. La rassegna si è snodata regalandoci successi quali “Marechiaro” , “Era di maggio” e tanti altri, per condurci in un viaggio attraverso vari decenni del ‘900 fino al 1980, ricordando cantautori, anche non propriamente tali come Totò, quali Carosone, Sergio Bruni che hanno fatto la storia della musica leggera italiana.

A chiusura dell’excursus un brano datato 1980 “A’ città e’ Pul’cenella”, che è un vero grido d’aiuto di una città dalle grandi tradizioni ed attrazioni, ormai martoriata e ricordata solo per la delinquenza e i quotidiani episodi di malvivenza. Nei momenti più intensi il testo del brano sembra quasi chiedere perdono al mondo intero per quella minoranza che disonora e getta ombre su una cultura che ha conquistato il mondo.

Alla fine dello spettacolo, seguito con grande attenzione da un folto pubblico, un “Medley” di vari successi ha concluso la serata coinvolgendo tutti in una partecipazione corale di massa. Un sincero elogio a Mario Salvatore e ai suoi musicisti bravi ed affiatati per le bellissime emozioni che ci ha regalato.

Si può affermare, a chiusura di questa stagione teatrale, che gli spettacoli proposti sono stati tutti gradevoli e meritevoli di partecipazione a partire dai comici baresi, da Uccio De Santis a Nico Maretti, da Germano Benincaso ai nostri eccezionali Teresa Lallo e Michele Lallo sempre dispensatori di buonumore e ilarità a 360 gradi, le cui qualità artistiche ormai note e collaudate non deludono mai le nostre aspettative.

E un grazie anche ad Anna Maria Fallucchi per le deliziose degustazioni di cui ci ha fatto omaggio in diverse serate che hanno creato un clima di calorosa cordialità. Arrivederci ai prossimi spettacoli, fuori abbonamento, che verranno di volta in volta annunciati e che senz’altro ci regaleranno altre bellissime serate.

Lina Di Leo-Nargiso

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