01 febbraio 2010 23:30

Caporale e Luxuria molto apprezzati

Cresce il gradimento, a giudicare dalla partecipazione del pubblico agli appuntamenti, per la rassegna culturale “incontro con l’autore” promossa dall’assessorato alla cultura, con una significativa presenza anche di giovani e ragazzi. Dopo l’incontro con Gherardo Colombo del novembre scorso, altri due autori si sono avvicendati lo scorso fine settimana a Palazzo Fioritto.

Antonello Caporale, giornalista di Repubblica ha presentato nei locali della biblioteca il suo libro “Peccatori – Gli italiani nei dieci comandamenti” (ed. Baldini Castoldi Dalai) e Vladimir Luxuria, attrice, scrittrice, noto personaggio televisivo ed ex parlamentare che ha presentato il suo libro “Le favole non dette” (ed. Bompiani), nell’affollato auditorium di Palazzo Fioritto insieme a Rossella Santoro (presidente dell’associazione culturale “il presidio del libro Cartesio). Il rapporto tra il potere e la responsabilità, la pubblica opinione e la memoria, la capacità di indignazione e la rassegnazione, i temi toccati dal sagace giornalista di Repubblica che ripercorre nel suo libro i “peccati” degli italiani, dove il termine peccatori è la metafora di responsabili dell’attuale deriva culturale, prima che politica.

Diverso nello stile, nel linguaggio e nei temi, invece, il libro di Luxuria che, tuttavia, si propone di stimolare anch'esso una riflessione collettiva, in questo caso sui temi delle diversità, del pregiudizio e dell’integrazione, attraverso la rielaborazione in chiave moderna di fiabe note o attraverso nuovi racconti, ambientati in luoghi e contesti verosimiglianti a quelli contemporanei. Così le favole, da strumento utilizzato per esorcizzare ed elaborare il male, la malvagità e la paura, divengono strumento di denuncia e di sensibilizzazione, mentre il “non dette” chiama in causa l’ipocrisia della società piuttosto che la novità del racconto. Un impegno civile che l’artista foggiana è determinata a portare avanti (sta già scrivendo il prossimo libro) insieme a quello per il teatro, mentre pare accantonato, a quanto pare, un ritorno alla politica attiva.

(Anna Lucia Sticozzi da La Gazzetta del Mezzogiorno)
 

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