26 febbraio 2010 11:45

Più di duemila i partecipanti alla manifestazione

Bella e interessante la suggestiva manifestazione che si è tenuta ieri nella cittadina garganica di Monte Sant Angelo. Molte le personalità del mondo politico e associativo presenti, partendo dall’uscente presidente della regione Nichi Vendola, passando per l’attuale presidente della Provincia di Foggia Pepe, arrivando al Presidente nazionale dell’associazione antimafia “Libera” don Luigi Ciotti. Inoltre massiccia è stata la presenza dei sindaci delle città limitrofe, tra gli altri era presente anche il nostro sindaco, Costantino Squeo.

Interessante è stato il modo in cui si è svolta la manifestazione, con dapprima un giro per le strade cittadine da parte del corteo silenzioso dotato di fiaccole. Alla conclusione del corteo si è arrivati in piazza, dove da un palco si è assistiti allo sfoggio di grandi parole da parte delle personalità politiche venute appositamente per il No Faida Day. Molto piatto è stato il discorso tenuto dal sindaco di Monte, Andrea Ciliberti, il quale ha ringraziato i presenti e ha abbozzato ad una cronistoria della faida, senza mai sbilanciarsi e senza mai fare nomi “pensanti”.

Subito la parola è passata a Nichi Vendola, il quale ha avuto molta enfasi e non si è risparmiato da fare i nomi dei pezzi da novanta dei Libergolis e Romito, dando la sua interpretazione personale alla manifestazione e decretando il nome “faida” inadeguato alle manifestazioni di criminalità efferata avvenutasi sul territorio Garganico, nominando gli accaduti senza molti fronzoli Mafia.

Il terzo interlocutore è stato il presidente provinciale Pepe, il quale ha espresso dei concetti basilari. La parola è passato al vescovo sipontino Michele Castoro che ha espresso il modo di vedere la criminalità da parte della Chiesa. Ultimo a salire sul palco è stato don Ciotti che ha promosso come esempio le nuove generazioni, capaci di sensibilità importanti, sconosciute al mondo degli “adulti”, ormai troppo incastonati nelle logiche del servilismo e del clientelismo. Il presidente di “Libera” ha inoltre spronato tutti alla ricerca e all’esplicazione, sempre e comunque della sola verità, vera portatrice di gioia, unico simbolo dell’esser vivi. Nel suo discorso, sempre enfatico e commovente, don Ciotti ha voluto sul palco il mini sindaco della cittadina garganica a cui ha spiegato che, purtroppo, i comportamenti mafiosi sono radicati all’interno di noi in maniera talmente forte che possiamo riconoscerli anche all’interno delle nostre famiglie, che con la mafia non hanno niente a che fare.

Per combattere questo cancro sociale, continua il sacerdote, non dobbiamo iniziare a pensare in modo responsabile per il nostro territorio, per la nostra stessa vita.

Peccato per la scarsa partecipazione da parte della cittadinanza montanara. La maggior parte di coloro che facevano parte del corteo venivano da “fuori” ed erano visti in maniera “scocciata” da parte della popolazione cittadina che forse per paura o perché non ha capito il fine positivo di questa giornata non si è accodata al corteo. Ciò significa che molto ancora si può e si deve fare per combattere l’omertà della nostra gente.

La manifestazione è continuata con un concerto di band locali.

Domenico Maria Mascolo

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