28 ottobre 2011 18:49

Dal PD tuonano, 'si continua a perdere tempo e fondi importanti'

Ancora nulla si muove alla ex fondazione Zaccagnino, dopo la nomina, oltre un mese fa da parte del Consiglio comunale di San Nicandro Garganico, dei due consiglieri di attuale maggioranza in seno al CdA dell'ente, Vincenzo Pio Giovanditto (civica Uniti per San Nicandro) e Leonardo Caruso (UDC), in surroga ai dimissionari Tittino Zaccagnino (PD) e Giuseppe De Luca (PDL).

Si attende, infatti, il pronunciamento della Regione Puglia circa la legittimità o meno della permamenza dello stesso CdA, nonostante le dimissioni di 3/4 dei componenti (il primo fu Mario Squeo, ndr), avutesi in tempi non contingenti. Sulla questione, tira le briglie il Partito Democratico di San Nicandro Garganico, con un comunicato ufficiale all'indirizzo diretto della regione.

«A distanza ormai di più di due mesi sia dalle dimissioni di due componenti del consiglio di amministrazione dell’ASP “V. Zaccagnino” - in quota, rispettivamente, PDL e PD – sia dai Consigli Comunali che hanno inteso “surrogare” due dei tre componenti dimissionari - apre il comunicato stampa, che pubblichiamo integralmente - notiamo e segnaliamo lo stato di grave impasse in cui si trova l’Ente.

Nel ribadire la centralità dell’Ente nello sviluppo economico del nostro territorio e dell’intero Ambito Territoriale in cui l’ASP è chiamato a giocare un ruolo non già subalterno ma di attore principale anche nell’attuazione delle politiche sociali, ci duole constatare, specie da parte della Regione Puglia, un silenzio in merito alle scelte da compiersi.

Non essendo detentori di alcuna verità ultima, specie in campo giuridico, dovei le normative si susseguono con crescenti difficoltà operative ed interpretative, ribadiamo l’importanza di dirimere un contrasto che, di fatto, paralizza l’Ente con notevoli ripercussioni sul tessuto economico e sociale del territorio.

Rileviamo, a tal proposito, la mancata partecipazione dell’ASP ai bandi pubblicati ad esempio dal GAL Gargano durante la scorsa estate, bandi finalizzati allo sviluppo della qualità della vita nelle zone Rurali e alla diversificazione dell'economia rurale (Programma di Sviluppo Rurale della Regione Puglia 2007 - 2013, Fondo F.E.A.S.R.,ASSE III), attraverso i quali si sarebbe potuto affiancare al progetto già finanziato per il “Dopo di noi”, la creazione di masserie didattiche e fattorie sociali.

La stessa ASP Zaccagnino, pertanto, rischia di dover rimanere impotente di fronte alle nuove opportunità di finanziamento tra cui, ad esempio, la riapertura dei termini dei suddetti bandi, fissata per domani 29 ottobre. Pertanto, nel caso in cui non si è dinanzi ad un ipotesi di scioglimento del Consiglio di Amministrazione, la Regione provveda alle nomine ed insedi i componenti indicati dal Consiglio Comunale della Città di San Nicandro affinchè si garantisca all’ASP una governance che affronti i temi ancora sul tappeto e ponga finalmente l’Ente nella condizione di assolvere al ruolo economico e sociale che gli compete.

Nel caso in cui la tesi dello scioglimento prevalga, così come sostenuto anche dal gruppo consigliare del PD, la Regione Puglia è chiamata ad adottare gli atti di sua pertinenza. L’unica cosa inaccettabile è questa situazione di stasi che genera equivoci in merito ai ruoli e mortifica le Istituzioni. Inaccettabile è anche la stasi rispetto alla questione “Dopo di Noi”.

Sono trascorsi ormai 8 mesi dalla Conferenza di Servizi tenutasi in Regione a cui erano stati convocati ASP, Comune di San Nicandro Garganico ed Ambito Territoriale e nel corso della quale la Regione aveva chiesto conto del contributo di 150.000 euro che aveva erogato, a cui ancora non aveva fatto seguito un cofinanziamento da parte dell’ASP Zaccagnino per la realizzazione del “Dopo di Noi”.

La Conferenza di Servizi - conclude infine il comunicato - si era conclusa con un assenso del Presidente dell’ASP al cofinanziamento dell’opera ma, da all’ora, tale impegno non è stato ancora né onorato, né formalizzato dall’Ente. Pare quindi doveroso sottolineare l’assoluta necessità che la Regione riprenda in mano la questione, affinché i bisogni specifici di una fascia così fragile di cittadini trovino una risposta».

Staff sannicandro.org

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