16 gennaio 2012 10:15

"La mia nomina ha messo paura a tal punto da essere considerata scomoda"

Fa ancora parlare la nomina di Arcangela Tardio nel consiglio di amministrazione della ex Fondazione Zaccagnino. Questa volta a difendersi è l'ex membro di minoranza Giuseppe De Luca che, sentitosi attaccato dal comunicato di Sinistra Ecologia e Libertà, ha ritenuto opportuno scrivere una nota, che pubblichiamo nella sua forma integrale.

«Non ho prestato sinora alcun interesse alla sterile diatriba da comare tra ex e post comunisti - scrive De Luca nella sua lettera - fino a quando il Cirrcolo SEL, con il suo comunicato sulla vicenda nomine ex Fondazione Zaccagnino, con il vecchio criterio di denigrazione dell’avversario, non ha gettato fango sulla mia persona.

In riferimento al loro ultimo comunicato sulla vicenda, tengo a precisare che tra me e il Partito Democratico non c’è stato alcun patto per la mia rielezione nel CdA dell’ASP Zaccagnino e che le mie dimissioni sono state concordate esclusivamente nella coalizione di centro-destra a cui appartengo la quale, già da allora, aveva deciso di riconfermare il mio nominativo come suo rappresentante nel CdA dell’ASP Zaccagnino.

Di questa decisione politica, era ben partecipe sia il consigliere Vincenzo Libero, eletto nella coalizione di centro-destra con "Marinacci Sindaco", che tutti i segretari dei partiti della stessa coalizione.

Poiché con il precedente CdA non erano assolutamente perseguite le Volontà del testatore Zaccagnino, ovvero l’assistenza ai bambini sfortunati di San Nicandro Garganico, le mie dimissioni sono state presentate dopo quelle dell’altro componente Zaccagnino perché solo in quel momento si è posta l’occasione di far conoscere il disagio che regnava nell’Ente, di azzerare il Consiglio di Amministrazione, di far nominare nuovi membri e, conseguentemente, di creare aspirazioni e attriti nella maggioranza.
Inoltre, essendo variato il Consiglio Comunale, era corretto metterlo in condizione di nominare i propri rappresentanti. Io stesso ero stato votato anche da Vincenzo D'Antuono, passato in altra coalizione, e da Vincenzo Libero.

Il Partito Democratico, evidentemente, non ha partecipato alla designazione del membro di minoranza perché consapevole di non avere i numeri per nominare un proprio candidato (due consiglieri su sei) e perché, con l’occasione, ha voluto dimostrare coerenza con la propria linea politica.

Il centro destra pur rimanendo convinto che l’attuale CdA dell’ASP Zaccagnino è abusivo ha, invece, partecipato alla votazione solo per evitare, avendone avuto sentore, strumentali designazioni da parte di terzi.

Il presunto accordo tra me e il Partito Democratico, quindi, oltre che completamente falso, è logicamente improbabile e assolutamente non necessario in virtù della fiducia e della stima attestatami dalla mia parte politica. Non ho alcun bisogno di intrighi e sotterfugi per una nomina così come probabilmente abituati in certi ambienti politici locali.

Quanto al costo degli interessi per il recupero dell’immobile di Corso Garibaldi è appena il caso di evidenziare che alla data delle dimissioni non era stato autorizzato alcun mutuo. Quindi, gli interessi non solo non potevano raddoppiare ma non potevano proprio decorrere.

Sul punto, comunque, è bene puntualizzare che il sottoscritto era contrario all’accensione del mutuo ed ha proposto invece la partecipazione all’Azione 3.4.1 del PO FESR 2007-2013 che prevedeva il finanziamento dei Piani di investimento integrativi in infrastrutture sociali e sociosanitarie degli Ambiti territoriali.

Quelli di SEL, invece di dichiarare che Arcangela Tardio è la novità politica del nostro paese, riferissero dove e chi si è incontrato sabato 30 luglio 2011 (giorno successivo alle dimissioni di Tittino Zaccagnino) per la convocazione straordinaria urgente del consiglio comunale per la surroga dei consiglieri di maggioranza prima delle mie dimissioni e del conseguente scioglimento del CdA e ricordassero che per protocollare le mie dimissioni è stato necessario l’intervento dei Carabinieri perché gli uffici dell’ASP Zaccagnino sono rimasti casualmente chiusi per tutta la giornata di lunedì 1° agosto 2011.

Così come dovrebbero spiegare, unitamente al consigliere Vincenzo Libero e al sindaco Vincenzo Monte, i retroscena dell’ultima surroga del componente di minoranza.

Perché Libero, se non condivideva il mio nome, oltre che farlo presente o proporne uno suo, non si è astenuto, abbandonato l’aula o, più elegantemente, dissociato dalla minoranza e passato con la maggioranza? Ha qualche altro interesse? Perché Monte, che non può intromettersi, per motivi sia giuridici che politici, nella designazione della minoranza, con la complicità di Vincenzo Libero, ha designato Arcangela Tardio, noto esponente di sinistra, facendola passare come “espressione” della minoranza consiliare di centro-destra, privando però di fatto l’ASP Zaccagnino del rappresentante della minoranza cittadina? Ha qualche altro interesse?

Il Sindaco Monte, piuttosto che comprendere i motivi delle dimissioni di due membri designati dal Consiglio Comunale ha preferito screditarci e, con la nomina di Tardio, è arrivato a sminuire persino i due rappresentanti della sua stessa maggioranza che saranno così relegati in minoranza nel CdA della Zaccagnino.

Ricordo che l’ASP Zaccagnino ha un bilancio di 13 milioni di euro; un tentativo di vendita di quasi 300 ettari di terreno in agro di Foggia del valore medio di 30/40.000 euro/ha (per un valore pari ad oltre 10 milioni di euro); l’affitto pluriennale di altri 300 ettari di terreni seminativi, etc, etc.

Ovvio che la mia nomina (con l’opposizione che avrei fatto) ha messo paura a tal punto da essere considerata scomoda e da scongiurare in ogni modo».

Staff sannicandro.org

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