04 agosto 2012 18:31

"Bugie! Ancora bugie, lei, signor sindaco, è proprio un gran bugiardo"

Ancora una lettera diretta al sindaco Monte da parte dei consiglieri comunali Loris De Luca e Leonardo Stefania, protocollata al Comune ieri, 3 agosto. Parole dure, talvolta anche pesanti, rivolte verso il primo cittadino, che in estrema sintesi consigliano al sindaco di "dimmettersi perchè non ha più la maggioranza".

Di seguito riportiamo la lettera nella sua versione integrale (in allegato la copia protocollata).

«Bugie! Ancora bugie… lei, signor sindaco, è proprio un gran bugiardo!

Ancora una volta ha perso l'occasione per dire la verità alla gente, ai sannicandresi. Ha tentato di far credere che noi giovani consiglieri siamo interessati alle poltrone e al potere:falso, completamente falso!

Preferisce non parlare della situazione di degrado in cui versa il nostro paese e non vuole ascoltare i giovani che cercano di cambiare qualcosa, magari abbattendo le barriere che sono presenti da anni negli uffici del nostro Comune.

La verità è che lei è ostaggio della peggiore politica praticata da parte della sua maggioranza e, anziché ribellarsi, ha deciso di allearsi con essa, di tramare, scendere a patti.

La verità è che lei ha sostituito l’assessore Nazario Vitale, uomo perbene, architetto e stimato professionista, perché ha ceduto ad un ricatto. Non se n’è accorto? Eppure qualcuno le aveva aperto gli occhi, l’ aveva anche implorata di non sostituirlo, pur di difendere la trasparenza e la legalità che abbiamo promesso ai nostri elettori.

Nazario Vitale, a differenza di molti, ha chiesto solo di lavorare mentre altri la subissano di pretese: la ricattano. È proprio vero.. chi lavora, e lo fa seriamente, viene denigrato con ogni mezzo… anche dall’ottuagenario e dal partitino di Mongelli.

Ed ora… chi pretende, e non ottiene, le ha detto che lei ha le ore contate! Lei stesso ha consegnato i trenta denari nelle mani del traditore, del suo "Giuda".

Poteva andare sulla croce da innocente ma, invece, ci andrà da bugiardo e da infame: l’infamia di aver scelto i nemici, che finora hanno remato contro, agli amici. Ha tradito gli amici che le hanno permesso di vincere le elezioni, a dispetto di chi aveva preventivato che lei non sarebbe arrivato neppure all’Ingarano.

Ha tradito gli amici che l’hanno portata per mano ed a proprie spese a Roma, aprendo le porte dei Ministeri più importanti: le stesse porte trovate chiuse quando a bussare è stato Mongelli ed il suo partitino.

Il suo “Giuda” ha venduto l’amico ed ora si appresta a vendere anche lei, sindaco: errore politico, e non ultimo.

Raffaele Colucci che, secondo lei, avrebbe dovuto ricompattare il colorato gruppo politico, si è rivelato un bluff: hanno usato anche lui e presto lo getteranno via nella Geenna, come del resto stanno facendo lo stesso con lei.

Ora i sannicandresi sapranno perché lei ha aderito all'UDC di Angelo Cera. Altro errore politico: permette che a Sannicandro comandi un sammarchese che ordina al povero Zuccaro, soldatino bisognevole, di fare dietrofront… E dire che proprio lui non condivideva l’espressione politica del segretario di partito “Caruso”, definito invece da lei persona corretta e leale. Alla faccia della lealtà e della correttezza! La scorsa settimana, infatti, in una riunione di maggioranza ha proposto di allargarla (la maggioranza) al solo scopo di incutere timore a chi scrive…

Vai, Vai Caruso che l’opposizione ti aspetta a braccia aperte! Effettivamente, tu proponevi già da tempo questa “connivenza” ad alcuni consiglieri dell’opposizione, ma forse ci sono più uomini di parola nell’altra sponda che non nella nostra!

La "assaliscono": il suo terzo errore… anche politico, del resto.
Bugie… quando si attribuisce meriti che non sono suoi.

Chi le scrive l’ha portata per mano a Roma a chiedere aiuto ad un sannicandrese al quale si erano rivolti, prima di lei, Nino Marinacci e poi Costantino Squeo. E quel sannicandrese, ancora una volta, si è messo a disposizione della Città e non a disposizione sua.

Lei, invece, anziché ringraziare le persone che tornavano a notte fonda da Roma a rischio della loro stessa vita, le ha tradite. Sta consegnando ben 80.000,00 euro l’anno ad un revisore dei conti, ricordo della vecchia amministrazione… eppure il piano di rientro lo ha elemosinato al Vice sindaco, per poi lasciarlo sbranare dai segretari di partito: niet ai pastori; niet alla piroisi.

Solo la volontà forte del partito dell'Unione di Capitanata ha portato a Sannicandro Costantino Cirelli. Forse dimentica, ma tutti ricordano, che lei era pronto ad accettare passivamente chiunque le avesse imposto la politica.

Caro Sindaco, lei tira a campare. In paese si sa chi è Costantino Cirelli e perché è qua: la smetta quindi di essere ripetitivo e non ne parli più… tanto riteniamo che il Vice sindaco non resterà tanto a lungo per vedere la sua caduta in consiglio comunale poiché, come si dice, lei è ormai arrivato alla frutta: non ha più la maggioranza!

Quanto alle altre due scelte… Arcangela Tardio è stata voluta da un consigliere dell'opposizione: ciò è stato da lei apertamente dichiarato. L’unica persona per cui ha veramente combattuto "contro tutto e contro tutti" è stata Rosa Ricciotti. Forse perché, per citare le sue stesse parole, è “donna instancabile e competente, tenace e costante, punto cardine dell’amministrazione”… o vogliamo dire… assidua accompagnatrice di centenari, compleanni, inaugurazioni e quant’altro? Del resto anche lei, caro sindaco, si annienta in queste gravose e grandiose incombenze…

Quarto errore politico. Per mantenere la Ricciotti ora lei è costretto a pagare il dazio al suo partito che le impone un nome per la Fondazione Zaccagnino: e lei, ancora una volta, supinamente obbedisce…

D'altro canto, la Ricciotti è l'assessore alle "feste" e lei, sindaco, vuole feste, compleanni di centenari, funzioni religiose in pompa magna: i sannicandresi chiedono lavoro e pane… lei, invece, propone brioches.

Sindaci prima di lei sono stati definiti "Sindaci delle feste" e lei, a quanto pare, non vuole essere diverso. Fumo negli occhi della povera gente…

Quanto a noi, possiamo dire a voce alta di essere onesti lavoratori. Non ci appartiene un "linguaggio incivile", ma solo un comunicare schietto e pertinente.

A noi giovani appartengono i sogni, contrariamente ai vecchi politici a cui convengono soltanto gli intrighi, gli accordi, le promesse... non mantenute.

l sottoscritti, come è stato ribadito in precedenza, non hanno velleità personali per amministrare le lobby affaristiche: noi siamo per la dignità dell’uomo, per la parola data!

Non ci allettano le promesse di politici navigati ed esperti che sempre promettono e quasi mai mantengono: i pacchetti personalizzati, i favoritismi lavorativi ci umiliano, ci danno la nausea. Al contrario, vorremmo prodigarci per la risoluzione dei bisogni della collettività, per affrontare situazioni di emergenza della nostra Città... non patatine per uno, ma menù completo per tutti!

Rifiutiamo lo specchietto per le allodole: siamo per le cose serie.
Ora, quindi, basta bugie… non si attribuisca più meriti che non sono suoi. Piuttosto, rifletta e ascolti i consigli di quanti vogliono veramente il bene della Città e, naturalmente, non intendiamo i suoi molti parenti, attraverso i quali ha resuscitato un termine che nessuno più voleva risentire: il nepotismo!

Noi, a differenza di altri, non le proponiamo la politica dei veti, dei niet incivili ed ingiustificati… o meglio, un veto l’abbiamo posto: l’azzeramento della giunta, come già avevamo cercato di farle capire nella precedente lettera… per arrivare ad armi pari all’approvazione del bilancio.

E non c’è bisogno di ripetere la frase “quando non si ha fiducia è giusto che si abbia il coraggio di passare all'opposizione”… poiché noi ormai siamo già opposizione alla sua linea politica e, può esserne certo, lo saremo anche nelle opportune sedi. Questo però non le deve permettere di pregiarsi del fatto che saremo noi i fautori della sua caduta, poiché da tempo ripete questa frase: “Sfiduciatemi, perché io non mi dimetterò mai!”

Forse, invece, è arrivato davvero il momento che lei faccia qualcosa, per evitare di continuare a fare quello che fa: niente!!!»

Staff sannicandro.org

Allegati

Numero di volte letto: 1217