08 dicembre 2012 14:55

Tutte le procedure previste dalla legge

Tempi duri si prospettano per i sannicandresi, ma anche per gli amministratori che saranno eventualmente ritenuti responsabili, dopo la dichiarazione di dissesto finanziario del comune. Infatti con delibera n. 1 del 07 dicembre 2012 del commissario prefettizioFrancesco Cappetta – è stato dichiarato il dissesto finanziario del comune ai sensi degli artt. 246 e 244 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Tra i motivi del dissesto vi figurano la mancata approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2009 – approvato con ritardo rispetto al termine di legge del 30 aprile -, mancato rispetto dell’equilibrio di parte corrente sempre nell’esercizio finanziario 2009 e continuato ricorso allo strumento dell’anticipazione bancaria dall’esercizio finanziario 2009 e negli esercizi successivi, superamento dei valori dei parametri – cinque alla fine dell’esercizio finanziario 2009 - che causano lo stato di deficit strutturale dell’ente. Analoghi rilievi sono stati fatti anche per l’esercizio finanziario 2010.

L’amministrazione uscente aveva tentato di risanare il bilancio dell’ente, approvando l’aumento massimo delle aliquote dell’IMU ed aumentando la TARSU in maniera tale da garantire il completo costo del servizio di smaltimento. Ma ciò non è bastato.

Infatti, non è riuscita ad approvare il piano di rientro predisposto ed inviato alla corte dei conti e, da ultimo non ha approvato il bilancio di previsione – anzi lo ha bocciato - nei termini assegnati dal prefetto. Il bilancio predisposto ed approvato dalla giunta, non è stato approvato neanche il commissario ad acta, il quale con propria delibera ha stabilito di non poterlo redigere ed approvare. Stante così le cose la dichiarazione di dissesto era inevitabile e, così è stato.

Adesso le conseguenze sicuramente non si faranno attendere. Conseguenze sui creditori, sulla gestione ordinaria dell'ente locale e sugli amministratori. Le conseguenze sugli amministratori sono eventuali. Infatti le conseguenze sugli amministratori – la più grave delle quali è l’incadidabilità - sono limitate a quelli che la Corte dei conti ha individuato come i responsabili del dissesto imputando loro i danni per dolo o colpa grave, nei cinque anni precedenti il verificarsi del dissesto finanziario.

La procedura di risanamento, che deve servire a rimettere a posto i conti, viene affidata dal Testo Unico degli Enti locali all'organo straordinario di liquidazione ed agli organi istituzionali dell'ente e quindi commissario prefettizio fino all’elezione dei prossimi amministratori (Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale). L’organo straordinario di liquidazione provvede al ripiano dell'indebitamento pregresso, i secondi assicurano condizioni stabili di equilibrio della gestione finanziaria dell’ente rimuovendo le cause strutturali che hanno determinato il dissesto.

Per i comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti, – come San Nicandro Garganico -, l'organo straordinario di liquidazione è composto da una commissione di tre membri, nominati fra magistrati a riposo della Corte dei Conti, della magistratura ordinaria, del Consiglio di Stato, fra funzionari dotati di un'idonea esperienza nel campo finanziario e contabile in servizio o in quiescenza degli uffici centrali o periferici del Ministero dell'Interno, del Ministero del Tesoro del Bilancio e della programmazione economica, del Ministero delle Finanze e di altre amministrazioni dello Stato, fra i segretari ed i ragionieri comunali e provinciali particolarmente esperti, anche in quiescenza, fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili, gli iscritti nell'albo dei dottori commercialisti e gli iscritti nell'albo dei ragionieri.

Angelo Ruberto

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