01 marzo 2013 21:30

La commissione opererà in piena autonomia per estinguere la massa debitoria

Dal 27 febbraio scorso, all'indomani delle elezioni politiche, il comune di San Nicandro Garganico è entrato in pieno regime di dissesto finanziario, con l'insediamento della Commissione straordinaria di liquidazione dell'ente, nominata con decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo scorso 11 febbraio.

Tre i componenti, tutti periti in materia finanziaria e tributaria e con lunga esperienza in enti pubblici e privati, nonché alle dipendenze del Ministero dell'Interno: Giuseppe Longo sarà il presidente della Commissione, affiancato da due donne, i funzionari economico-finanziari del Ministero Pasqua Tirelli e Leonilde Zefilippo.

Si occuperanno specificamente di amministrare la gestione e l'indebitamento pregresso e di adottare tutti i provvedimenti necessari per l'estinzione dei debiti dell'ente. La Commissione opererà in posizione di autonomia e totale indipendenza dalle strutture e dagli altri organi dell'Ente e sarà legittimata a sostituirsi agli Organi istituzionali nell'attività propria della liquidazione, ai
sensi dell'articolo 253 del TUEL.

I commissari liquidatori, che nella loro opera potranno agire anche individualmente, notiziando poi collegialmente delle operazioni svolte, avranno competenza relativamente ai fatti ed atti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre 2012, come prevede l'art. 252, comma 4 del Testo Unico. Rilevata quindi la massa debitoria, adotteranno tutti i provvedimenti volti alla sua estinzione, tenendo conto di alienazione di beni patromoniali non indispensabili, di entrate straordinarie derivanti anche dalla fiscalità e dalla lotta all'evasione e di tutti i possibili recuperi di somme disponibili.

Nel verbale di insediamento è fatto accenno anche alla collaborazione con l'Amministrazione Comunale, nell'individuare le misure necessarie e in particolare nel processo di rilevazione dello stato di fatto "ex interno" in tutte le sue componenti. E' chiaro ed inequivocabile, dunque, che la prossima Amministrazione eletta tra fine maggio e inizio giugno (in caso di ballottaggio), avrà letteralmente le mani legate, limitandosi a funzioni di rappresentanza e ratifica di provvedimenti obbligati.

Uno status quo anomalo e mai visto sino ad ora, dunque, alla cui idea dovrà abituarsi sin da domani con grande senso di responsabilità e competenza chiunque si candidi ad amministrare la città. D'altro canto, sarà arduo compito della prossima amministrazione, data la grave situazione, evitare l'occlusione della città in un contesto chiuso e provincialistico e favorire l'apertura di ampi corridoi politico-programmatici che abbiano un respiro ampio e consolidato.

Staff sannicandro.org

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