09 aprile 2013 16:46

Il candidato sindaco dell'UDEUR argomenta la sua scesa in campo

Cari amici,

sappiamo tutti la grave crisi economica che ha investito gran parte dell’Europa Unita e che per noi italiani si è aggiunta alla grave crisi istituzionale, politica e sociale. La nostra cittadina, per una serie di ragioni, si trova a combattere contro una situazione economica-finanziaria che ha messo in ginocchio le già poche risorse disponibili. Sembra essere ritornati a metà degli anni ’90, dove il nostro Comune pagava lo scotto di amministrazioni ballerine, che duravano da sera a mattina.

La debitoria, amici, è figlia della discontinuità e dell’ingovernabilità cui la nostra città è stata costretta e convivere. I continui tagli ai comuni fatti dagli ultimi Governi, hanno portato difficoltà amministrative e ristrettezze economiche a tutti gli Enti locali. Nel nostro comune queste difficoltà sono state moltiplicate da politici improvvisati, impreparati a comprendere e conoscere i meccanismi di amministrazione di un Ente. Neofiti della politica, sorpresi dalle difficoltà della vita amministrativa, terrorizzati da una qualunque responsabilità da assumere, hanno di fatto reso impossibile una normale attività di ripiano economico.

Io sono stato esortato da un gruppo di amici e dai partiti che essi rappresentano ad assumermi questo ingrato compito: guidare una coalizione rinnovata negli uomini, nello spirito e nei metodi di vita politica, ma radicata ad una continuità fatta di esperienze e di conoscenze obiettive. Non nego che il loro invito e la fiducia che hanno manifestato nei miei confronti mi abbia commosso. E’ molto gratificante avere intorno gente che crede in te, ti stimola e ti aiuta a superare ostacoli impervi.

E sono tanti gli ostacoli da superare per far si che il nostro Comune ritorni ad essere un comune normale. La Dichiarazione di Dissesto, la Massa Passiva (debitoria), non lascia vie di scampo. Occorre solamente lavorare, lavorare, lavorare. Tre anni (sono ottimista) spero serviranno solamente a metterci alla pari dei comuni con normali difficoltà finanziarie. Occorreranno forse cinque anni per raggiungere un ripiano completo della debitoria.

Non brancoleremo nel buio, questo è certo. Sappiamo cosa fare e come farlo, ma occorre una squadra, un gruppo di consiglieri comunali consapevoli delle difficoltà cui si andrà incontro. Non servono scienziati o alchimisti, o peggio ancora, sapientoni. Bravi questi ultimi a fare analisi, cercare colpevoli, arrovellarsi su improbabili discussioni sterili e improduttive.

Occorre avere a che fare con gente seria, partiti politici responsabili e cittadini della società civile, che vogliono contribuire a risollevare le sorti della città. Giù tutti gli steccati che ci hanno visto divisi, contrapposti sul piano politico e purtroppo su quello personale. Non serve a niente e a nessuno. Se vogliamo risollevare veramente le sorti della nostra città, dobbiamo unire tutte le forze d’idee di programmi e di realizzazione.

La prossima amministrazione avrà il compito principale di ripianare la situazione debitoria e di programmare a medio - lungo periodo, ma se le condizioni lo permetteranno, con un lavoro assiduo e lungimirante e con l’aiuto di tutti, si potranno anche vedere realizzate progettualità a breve periodo che sarebbero linfa per una ripresa socio-economica della città.

Tante cose programmate nelle precedenti consultazioni elettorali, purtroppo devono essere messe da parte perché non più realizzabili. Altre, con immane sforzo, con capacità programmatiche e utilizzando al meglio le ottime professionalità che il comune possiede al suo interno, possono essere perseguite e realizzate.

Mario Lucio Giordano, candidato sindaco Moderati di Centro

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