10 maggio 2010 12:11

Marinacci, 'tornate tutti a me'

Nino Marinacci, ex deputato, ex sindaco di San Nicandro Garganico e attuale consigliere provinciale, è già pronto.

E' questa l'impressione generale del comizio tenutosi ieri sera in piazza Domenico Fioritto all'ombra del campanile dell'UDEUR che, come ha dichiarato il coordinatore cittadino Pirino Tancredi, è stato subito personificato dagli elettori (stando ai risultati delle regionali) nella figura di Marinacci.

Primo dato significativo, l'annuncio di un accordo elettorale, in vista delle amministrative dell'anno prossimo, siglato con i Popolari per le Libertà di Leonardo Caruso, Io Sud di Nazario Libero e La Destra di Matteo La Torre che, coralmente, avrebbero già individuato in Marinacci l'unico candidato sindaco che abbia possibilità.

Sono seguite, quindi, nel corso degli interventi di Tancredi, Mario Giordano e Marinacci, numerose e scandite dichiarazioni d'amore: in primis ai PDLini a cui è stato consigliato di «liberarsi di qualche scoria velenosa e di pregiudiziali - ha invocato Tancredi - per riunirci tutti sotto un'unico tetto e tornare a contribuire al progresso di questa città».

Un invito a "ripartire tutti insieme" sottolineato anche da Giordano, che ha passato in rassegna alcuni atti amministrativi della maggioranza di governo: «Non sono affatto degli incapaci - ha dichiarato - perché sono molto capaci per le cose che vogliono loro».

La voglia di ricostruire, insomma, quel 1995, che vide un fronte comune e forte che portò sulla poltrona di primo cittadino quell'uomo "della società civile" che era Marinacci.

Una rievocazione dei tempi che furono passata attraverso l'esordio da parlamentare di Marinacci, che ha evocato la figura di Aldo Moro, il suo "proggetto fallimentare" e il suo omocidio, finendo per la profetica visione sull'Euro che lo stesso Marinacci avrebbe fatto già nel 1997.

Di qui, l'attacco ai brigatisti e ai "comunisti" lo riporta al 'giudizio tremendo' sul governo cittadino, che in quattro anni avrebbe prodotto fame e miseria, con giovani senza lavoro che continuano ad emigrare.

Una parola per ogni argomento, in cui Marinacci ha stigmatizzato alacremente con la sua 'forza e determinazione' l'operato del sindaco Squeo che «invito sempre - ha chiosato - ad un pubblico confronto in piazza».

E dopo aver ribadito che «gli onesti sul comune eravamo noi, non loro», ha poi continuato con il consueto affronto diretto: «Squeo, abbi la decenza di dire: 'Marinacci ha fatto i debiti, noi ce ne andiamo perchè lui deve venire qui a toglierli'».

E non ha risparmiato i riferimenti a chi «fa il gioco delle tre carte, sistemando uno qua e uno la dei consiglieri oppure, facendo finta di stare all'opposizione, fa da stampella all'attuale maggioranza».

L'invito a costituire un centrodestra forte e coeso «come lo ha sempre sognato il nostro presidente Silvio Berlusconi» anche a San Nicandro, è stato rivolto da Marinacci a tutti, compresi «gli assessori prima usati per raccogliere voti e poi mandati a casa».

Infine, l'invito ai consiglieri di maggioranza in vista del prossimo consiglio comunale con all'ordine del giorno il bilancio preventivo: «Se questa amministrazione ha ancora un solo progetto credibile per la città, mantenetelo a questo sindaco! Ma se dovete continuare ad arrancare nel buio, votategli subito la sfiducia».

Marinacci è già in campagna elettorale, dunque, e riparte in quarta sbandierando già un progetto politico 'aperto a tutti' e invocando, senza retorica, l'aiuto di tutte le forze di centro-destra.

 

M. V.

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