20 agosto 2010 17:00

La conferma arriva dalla Corte dei Conti

Ora sembra ufficiale: il comune di San Nicandro Garganico ha i conti in rosso. Questa volta però, a dirlo non è una delle forze politiche che in questi ultimi anni, dalle bancarelle, si sono rinfacciate continuamente l’esistenza o meno della situazione debitoria. Parla chiaro, invece, la delibera n. 16 del 6 agosto 2010 della Corte dei Conti Regionale - Sezione Autonomie, dalla quale si apprende che nel biennio 2008-2009 il Comune di San Nicandro Garganico ha un disavanzo di 830.269,79 euro che, sommato ai 19.005,36 euro dei debiti fuori bilancio già riconosciuti nel 2008 ma non impegnati nell’anno successivo, danno un disavanzo complessivo di 849.275,15 euro.

Fortunatamente, però, San Nicandro non è tra i comuni a rischio di dissesto, o meglio, non lo è più, stando a quanto dichiarano voci autorevoli dell’Amministrazione comunale capeggiata da Costantino Squeo, che da subito hanno capitalizzato il dato della Corte dei Conti non solo per farsi ragione sulla realtà della debitoria ma per evidenziare l’opera di risanamento messa in atto e la cosiddetta “operazione verità” sui conti pubblici del comune, da sempre cavallo di battaglia dell’assessore al Bilancio e attuale segretario del PD Riccardo Tricarico.

 Un indebitamento che copre quasi il 10% delle entrate correnti del comune,  con un’incidenza pro-capite di 51,56 euro per ogni sannicandrese residente, dal quale si evince che San Nicandro Garganico è tra i 9 comuni della Puglia con i conti in “rosso”  e che il passivo consolidato viene da molto lontano.

Del pronunciamento della Corte dei Conti si è interessato subito il locale circolo di Sinistra, Ecologia e Libertà con un comunicato pubblicato sul sito internet del partito in cui la dirigenza approfitta per rincarare la dose di attacchi politici contro l’ex sindaco e attuale consigliere provinciale Nicandro Marinacci: «Ogni anno che trascorreva seduto sulla poltrona di primo cittadino – afferma la dirigenza SEL riferendosi a Marinacci – significava non solo il peggioramento delle condizioni di vita dei sannicandresi ma anche un lento e continuo accumularsi di debiti provocati da spese folli, senza nessun sostegno alle politiche di sviluppo e senza controlli, né da parte dei dirigenti, né da parte dei vari Collegi dei Revisori dei Conti che, di volta in volta, esprimevano pareri che mai entravano nel merito della gestione contabile del Comune. Dal 1996 ad oggi una lunga sequela di bilanci preventivi palesemente falsi e di Conti Consuntivi taroccati (residui attivi inesistenti che aumentavano di 1 milione di euro l'anno e che coprivano in maniera "virtuale" spese effettivamente sostenute senza copertura finanziaria) hanno determinato una situazione di "illegalità contabile" nella gestione delle finanze comunali».

Anche l’attuale Amministrazione, secondo SEL, avrebbe le sue responsabilità per non essere riuscita ad attuare una più incisiva politica di informazione verso i cittadini e per non aver individuato da subito le responsabilità dell’ammanco. «In realtà quella che potrebbe, a prima vista, sembrare una responsabilità negativa dell'attuale amministrazione – continua il comunicato – va, a nostro parere, interpretata come una nota di merito per aver avuto il coraggio di ammettere, finalmente, che il nostro Comune dal punto di vista finanziario non vive una vita tranquilla. Né d'altronde poteva essere diversamente a causa dei tagli ai trasferimenti ai comuni che l'infausto governo Berlusconi, per mano del suo Ministro Tremonti, ha operato nel corso di questi 2 anni hanno determinato una situazione di difficoltà nella gestione di servizi e spese correnti che gli enti locali devono, per legge, garantire ai cittadini. Detto questo nasce spontanea una domanda: ma è veramente di 849.275,15 euro l'indebitamento reale del nostro Comune? Oppure rimane ancora nascosto negli anfratti della burocrazia comunale il debito vero?».

La risposta d’ufficio sembra arrivare dalla relazione di accompagnamento all’approvazione del consuntivo 2009, avvenuta a voti unanimi con delibera di Giunta comunale n. 112 del 4 agosto 2010, in cui si evidenzia che il bilancio consuntivo 2009 presenta un disavanzo complessivo di 3.749.261,00 euro, di cui 2.170.000 euro.

«Il disavanzo di competenza – si legge nella relazione – è stato generato dall’impegno di € 2.170.000,00 a favore della Mucafer di Manfredonia a conclusione di una lunga e deprecabile vicenda costata alle casse dell’Ente oltre 2,5 milioni di euro, sorta quasi dieci anni fa e mai rilevata contabilmente e da mancati accertamenti di tributi locali per € 1.275.000,00 a seguito della impossibilità di accertare  entrate stanziate sulla scorta di dati storici non controllabili  a causa della nota vicenda della San Nicandro Tributi- Tributi Italia. E’ di tutta evidenza che – conclude la relazione – qualora due eventi eccezionali per un importo complessivo di € 3.445.000,00 non avessero gravato sull’esercizio 2009, la gestione di competenza avrebbe chiuso con un avanzo di oltre 500.000 euro evidenziando i risultati dello sforzo di ricondurre i conti dell’Ente nell’alveo della sana e corretta amministrazione».

E, sul piano politico, il Partito Democratico difende a spada tratta l’operato dell’attuale governo cittadino: «Quello che oggi ci attesta la delibera della Corte dei Conti – si legge in una nota del segretario Riccardo Tricarico – conferma le cose che quest’Amministrazione ha da subito comunicato alla città. Aver voluto smantellare un bilancio basato su una serie di entrate insussistenti è stata una scelta coraggiosa, ma soprattutto un’operazione di grande trasparenza dei conti del nostro comune. Mi sorprende il comunicato di SEL, in cui ci addebita una nostra mancanza di coraggio su un’operazione verità. O i dirigenti di SEL vivevano in un altro paese in questi anni, o non conoscono gli atti che quest’amministrazione ha prodotto nel corso di questo mandato amministrativo.

Una classe dirigente che è chiamata a governare si giudica sugli atti che produce. Sulla politica di bilancio abbiamo agito con azioni concrete: cancellazione dei residui attivi insussistenti, riduzione della spesa corrente (-600.000,00 Euro servizio rifiuti; -500.000,00 Sannicandro Tributi; meno costi della politica con riduzione delle indennità, dei gettoni di presenza delle commissioni consiliari, delle missioni, ecc.; abbattimento del 50% delle parcelle per incarichi legali; piano di rientro dei debiti con la MUCAFER e l'Acquedotto Pugliese e aver cominciato a pagare le prime rate; pagati i debiti verso il ministero dei lavori pubblici; potrei continuare ad elencare una miriade di piani di rientro e versamento delle prime rate».

Sulle responsabilità che l’amministrazione non avrebbe individuato «La responsabilità politica di chi ha causato tutto questo – si difende Tricarico – è stata denunciata con grande determinazione e in diverse occasioni, altre eventuali responsabilità di organi amministrativi (collegio dei revisori dei conti, ecc.) competono ad altri. La politica ha il dovere di governare e affrontare le diverse problematiche con atti concreti».

Staff sannicandro.org

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