03 febbraio 2011 21:35

Notificata la sentenza in Appello sull'affaire 'garage d'oro'

Potrebbe giungere presto una risposta ufficiale all'interrogativo più ricorrente, in questi giorni, nei 'corridoi' politici di San Nicandro Garganico e di Foggia: se, cioè, l'ex sindaco e attuale consigliere provinciale Nicandro Marinacci resterà o meno a Palazzo Dogana in effetto della sentenza sull'affaire "garage d'oro".

Lo scorso 27 gennaio, infatti, la sentenza della Corte d'Appello di Bari sarebbe stata notificata e depositata al Comune che si era costituito parte civile lesa in quanto, con un artificio illegale (stando all'accusa confermata dalle due sentenze di primo e secondo grado) l'ultima giunta Marinacci aveva procurato un ammanco di circa 25 mila euro per la manutenzione straordinaria di un garage di proprietà di un ex consigliere di maggioranza, da destinare a servizio veterinario comunale.

Destinatari della sentenza l'ex sindaco Marinacci (2 anni di reclusione), l'ex vicesindaco Lellino Ciavarrella (1 anno e 5 mesi), gli ex assessori Mario Marinacci, Antonio De Rogatis, Michelina Stuccilli e Roberto Augello (1 anno e 4 mesi) e l'ex segretario comunale Antonietta Santodirocco (2 anni e 3 mesi). Per l'ex assessore Giovanni D'Emma, invece, la sentenza è stata posticipata al prossimo mese di marzo, per assenza del suo legale alla scorsa udienza.

A tutti, inoltre, è stato imposto il risarcimento cumulativo di 25 mila euro al Comune di San Nicandro e l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni.

E proprio su quest'ultima clausola si gioca una partita in cui, ancora una volta, si intrecciano Giustizia e politica e che coinvolge tutto il Consiglio Provinciale di Foggia, dove Nino Marinacci rappresenta i sannicandresi con il simbolo dei Popolari per il Sud di Clemente Mastella (dopo essere stato eletto nell'UDC).

Già nelle scorse settimane, il presidente della Provincia Antonio Pepe aveva dato inizio ad una serie di verifiche per rendere in qualche modo stabili i precari equilibri politici del Consiglio di Palazzo Dogana, incassando la richiesta perentoria di un assessorato in giunta provinciale proprio da parte dei Popolari di Marinacci, che avrebbe proposto i nomi (poi risultati non graditi allo stesso presidente Pepe) prima di Gaetano De Perna e successivamente di Michele Donatacci, avvocati penalisti associati, a quanto pare difensori di Marinacci proprio nel processo del garage di via Caggese.

Gli effetti della sentenza, dunque, qualora applicati cambierebbero le carte in tavola. Il comune di San Nicandro nei giorni scorsi ha notificato la sentenza al Prefetto di Foggia che, stando a quanto prevede l'art. 59, comma 1/b della L. 267/2000 del TUEL, potrebbe presto ingiungere al Consiglio provinciale la sospensione del consigliere Marinacci fino al pronunciamento della Corte di Cassazione.

Con ogni probabilità, dunque (come ormai sembrerebbe certo), Marinacci potrebbe essere definitivamente fuori dai giochi, gli stessi che gli avevano assicurato l'appoggio del PDL e di parte del centrodestra locale, per le interposte persone di Gabriele Mazzone e Cecchino D'Amone, alle prossime elezioni amministrative. Non nuova, ora, la preoccupazione dell'intero ambiente politico sannicandrese: se Marinacci dovesse candidarsi e dovesse essere eletto, una conferma delle sentenze da parte della Cassazione (che molti danno per scontata) implicherebbe il ritorno al voto dopo pochi mesi.

Staff sanicandro.org