15 dicembre 2009 23:52

Il rito secolare si celebrerà per l'ultimo anno nella chiesa di S. Giovanni

Si rinnova anche quest'anno l'antichissima consuetudine sannicandrese di celebrare la novena a mattutino.

La tradizione, che vanta secoli di storia, si conserva fino ai giorni nostri a San Nicandro Garganico, risultando, ad oggi, un unicum nella sfera delle tradizioni popolari del Gargano.

Si tratta di una celebrazione ufficiata ancora in latino, con canti unici nel loro genere, che si rifanno al tema comunemente detto 'pastorale', probabilmente tramandato dai pastori e dagli zampognari molisani e abruzzesi che, in questo periodo, si spostavano dalle nostre parti per la transumanza invernale.

Anticamente la novena, che si celebra da sempre nella Chiesa Madre, iniziava alle cinque del mattino, mentre solo recentemente fu posticipata di un'ora. Il motivo dell'ora, che anticipava la celebrazione delle lodi mattutine da parte del capitolo dei canonici, è da ricollegarsi probabilmente alla fortuna popolare di questo rito, che doveva finire in tempo giusto da permettere ai fedeli di recarsi al lavoro nei campi entro l'alba.

Il rito, imperniato sull'esposizione del SS. Sacramento, prevede il canto del "Tu scendi dalle stelle", che il 24 dicembre si esegue secondo un caratteristico motivo locale, quindi il canto delle litanie alla Madonna e infine il 'Laudate Dominum'. Il 24, ultimo giorno e vigilia, si conclude con l'imperioso inno del 'Te Deum'.

Una tradizione importante, che tramanda quasi intatta la cultura musicale religiosa del Sette-Ottocento tra i popoli garganici, tenuta viva da un gruppo di cantori, tutti rigorosamente uomini, che ogni anno si ritrova in cantoria in un caratteristico clima di gioia e di festa, che fa vivere il Natale per nove giorni.

Ancora per quest'anno, prima della riapertura della Chiesa Madre dopo i restauri, l'antica novena si celebrerà nella chiesa di S. Giovanni, dove è resa ancor più caratteristica per l'accompagnamento dell'organo a canne settecentesco.

L'appuntamento è ogni mattina, alle 6,00, dal 16 al 24 dicembre: a ricordarlo sarà l'arcano suono del campanone della Chiesa Madre, così come anticamente, a quell'ora, chiamava tutto il borgo a svegliarsi per la preghiera e il lavoro quotidiano.

Matteo Vocale

Numero di volte letto: 225