06 novembre 2017 08:46 Cultura di Giovanni Longo

Mercolediì 8 novembre dalle ore 10,20 i ragazzi declameranno le poesie di Chi Trung

Mercoledì 8 Novembre 2017, alle ore 10:20, presso l’IISS “De Rogatis - Fioritto”, avrà luogo un momento formativo per approfondire la poesia di Nguyen Chi Trung, momento finale delle attività svolte per “Libriamoci 2017”. Verranno declamate le poesie tratte da “Venti”, e la prima “Elegia al futuro poeta”, che gli alunni hanno letto e analizzato nel corso di questo progetto. Ma vediamo un po’ chi è questo poeta.
Nguyen Chi Trung nacque in una città sulla costa nel Vietnam del Sud ed è cresciuto a Saigon. Negli anni 60, per merito di una borsa di studio, si trasferisce in Germania per intraprendere gli studi di filosofia, matematica e meccanica applicata. Lavorò come ingegnere fino al ‘96, mentre ora è uno scrittore e vive a Stoccarda. Scrive sia in tedesco che in vietnamita e traduce poesie nella sua lingua Natale. Nel 2013, a Saigon, è uscita una raccolta dei suoi testi poetici in sette volumi. Negli anni ‘90 ebbe l’idea di scrivere un lungo poema “GÌO” (“Venti”), dove Venti è una traduzione della versione inglese; successivamente, scrisse “Winde” in lingua tedesca. Essendo vietnamita, quando scrive in questa lingua, incarna la sua anima e il suo cuore; in tedesco, la sua dimensione è di tipo filosofico-razionale. Tra le sue opere ricordiamo anche la trilogia dell’ “Elegia al futuro poeta”; la prima scritta il 27 Febbraio 1990 e pubblicata sette anni dopo, la seconda il 24 Ottobre 1994, pubblicata nel quinto libro delle “Seven Words”; la terza elegia, scritta nell’estate del 96 venne pubblicata nel “Void”, ultimo libro delle “Seven Words”. 
La seconda elegia somiglia molto ad un Sutra, usato nella cultura indiana per indicare un insieme d’insegnamenti sapienziali, espressi sinteticamente. Le sue poesie hanno una forte musicalità, grazie al linguaggio sonoro vietnamita e alla metrica “Six - Eight”. Egli crede che le parole essenziali salgano dal fango, come terra alluvionale, nutrimento della corrente del fiume. Il poeta fa appello alla coscienza dei lettori per incitarli a scendere nel fiume, nel mistero con passo leggero; a non ascoltare le voci del nulla, ma quella della poesia: alta, forte, limpida, sovrana, consapevole che la casa dell’essere non è tutto; a non essere malinconico, perché basta un granello di luce per trovare l’essenza nella morte (Schelling). 
Chi Trung ha inviato un messaggio diretto agli allievi dell’istituto, dedicando le sue elegie alle nuove generazioni:  ecco uno spezzone del suo messaggio: “Voi appartenete alla generazione futura, perciò sarete emozionati da queste elegie, in più la vostra vita sarà fortemente definita da queste poesie. Come potete vedere, intorno a noi esseri umani sembriamo arrivare ad un momento decisivo. Alcuni visionari dicono che potrebbe essere un momento finale. Questa consapevolezza è la ragione delle elegie. Non penso che la poesia possa ora cambiare la situazione, queste elegie potrebbero solo farci prendere coscienza della bellezza e dell’unicità della vita sulla Terra, degli esseri umani e di tutti i viventi.”

In allegato il testo del video messaggio

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