09 agosto 2017 20:53 Attualità di Leo caputo

So già cosa penserete, ma devo confessare apertamente che ODIO l'Estate. La stagione più desiderata (da molti), la più attesa (da molti), sospirata nelle giornate d'inverno, fredde e piovose, uggiose, coi termosifoni e il caminetto a pieno regime. Non capisco cosa ci possa essere di piacevole mettersi per ore sotto un sole cocente e tragicamente torrido (altro che Fantozzi...), come in questa estate 2017, ad arrostire come peperoni, bruciando la pelle per assumere quel tipico colore Tanganica da persone perfettamente abbronzate ( mica, poi, per tutto l'anno...?!). Odio il caldo, innanzitutto (alle 7 del mattino, già 30-31°, fino a tarda notte), questo feroce clima che toglie energie e voglia di muoversi, che rallenta tutto, opprime, soffoca. Odio il caldo perché è l'argomento preferito in ogni conversazione, tutti esperti di clima, specialmente in tutti i canali del digitale, che da settimane continua a puntualizzare che farà ancora molto caldo al Sud. Odio il caldo che rende inutili tante docce in un giorno, perché mentre ti asciughi, sei di nuovo sudato. Odio il caldo per gli insetti che vengono fuori col caldo, le zanzare enormi, che ti sfrecciano sull'orecchio a velocità supersonica, lasciandoti bolle enormi su ogni parte del corpo, odio i mosconi pesanti che picchiano sui vetri, perché vogliono uscirne fuori; odio le formiche che invadono le cucine (da dove vengono, se è tutto chiuso?). Odio persino il condizionatore, continuamente acceso, che fa rumore e non fa dormire, ti congela e ti lascia soffocare in pochi secondi, se ti permetti di spegnerlo un attimo (lo stesso accade in auto!). Odio l'estate perché tutti prendono le ferie in questa periodo e intasano le strade, con gravi incidenti e, al rientro, se sopravvivono, hanno l'aria abbattuta e sono più depressi e ingrassati di prima. Odio l'estate per i parcheggi roventi e il sudore che ti fa staccare dalla spalliera del sedile, per la musica martellante e gli olezzi di carni e pesci arrosto e fritti ovunque. Odio i traghetti stracarichi di gente e le code infinite ai caselli autostradali. Odio i tormentoni despaciti, le riviste dietrologiche, i corsi principali intasati di passeggini con bambini in lacrime mentre le loro mamme, incuranti di ciò, preferiscono chiacchierare oppure dedicarsi ai gossip sul telefonino. Odio le pennichelle che ti istupidiscono nei pomeriggi irrespirabili, le partite tra scapoli e ammogliati sotto il sole rovente, col rischio di infarti del miocardio.

Odio l'estate perché allunga le sue dita rapaci su chi non riesce a viverla. Dicono che passa l'estate. Sarà vero? Specialmente se è come questa del 2017?! Lo spero vivamente. Ciao a voi, che siete d’accordo con me.

 

Leo Caputo

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