09 marzo 2017 21:00 Cronaca di Pietro Paolo Mascione

Riceviamo e pubblichiamo il pensiero del Consigliere Comunale Pietro Paolo Mascione, in merito ai recenti fatti di cronaca accaduti nella nostra città.

Più volte, nel corso della mia vita, mi son chiesto dove fosse lo Stato dinanzi a situazioni, purtroppo irrisolvibili, che si ponevano dinanzi ai miei occhi o, ancora, come fare ad evitarle, quali misure da adottare e se potevo far qualcosa per scongiurare ulteriori conseguenze di un’azione delittuosa. Per particolare sensibilità sull’argomento e per fedele vicinanza al sacrificante lavoro delle forze dell’Ordine, che quotidianamente espletano la loro professione in un territorio aspro, definito ad alto tasso delinquenziale, non si può girar la testa in merito a quanto accaduto alla rivendita di tabacchi. Si continua, zona centralissima, di passaggio, prima il bancomat, adesso il distributore di tabacchi. Vorrei pensare ad un sinistro strascico carnevalesco compiuto da ragazzi ma la mia, purtroppo segnata, mentalità mi fa andare ben oltre. Che succedano eventi, classificati reati, in una comunità più o meno ampia,  è cosa normale; fatti, reati, quindi originati dal codice penale, ma che questi fatti siano ascritti alla nostra San Nicandro proprio non mi scende. È un magone che mi si lega in gola, un dubbio che mi attanaglia, una domanda che mi si ripete a nastro: perché a San Nicandro? Come fare ad evitare? A tutti verrebbe in mente a chi attribuire la colpa: alle Forze dell’Ordine. Ma spesso è una furbesca ovvietà da eludere. Se spesso si combatte, chi ci spara addosso, fatto avvenuto a poche decine di  chilometri da noi, mi riferisco a San Severo, ancor più spesso ci si trova ad essere additati per poca fattualità, ma come trincerista delle Forze dell’Ordine, posso dire che il nostro lavoro spesso è dissolto in nebulose di scarso collaborazionismo da parte del cittadino. Lo Stato siamo noi e San Nicandro è la nostra. E tutti dovremmo essere vicini al titolare della rivendita di tabacchi così come ai commercianti che hanno subito l’effetto dell’insano gesto.

Bisogna riprendersi la propria identità, la propria dignità, il proprio territorio affinché la terra garganica non sia considerata terra di nessuno; d’altronde perché il male trionfi basta che gli uomini del bene non facciano nulla.

                                                                                              Pietro Paolo Mascione 

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