01 marzo 2017 12:27 Cultura di Leo Caputo

L’edizione del Carnevale 2017 può essere, senza dubbio, archiviata fra i ricordi più belli e considerata più che positivamente.  Un ruolo fondamentale va assegnato ai tanti gruppi mascherati, veramente encomiabili per lo spirito d’iniziativa e la capacità di realizzare tutto  al meglio, dai costumi indossati alle musiche che hanno sottolineato le loro performance,  durante le sfilate per le strade cittadine. Non è mancato il gusto di vestirsi singolarmente o con altri, specialmente per ciò che riguarda i costumi tradizionali del pastore e della pacchiana, solitamente indossati da giovani coppie  prossime alle nozze o già unite in matrimonio, come pure da fratello e sorella o persone meno giovani. Chiunque  è  uscito per le strade in abito carnevalesco, lo ha fatto nel pieno rispetto della tradizione sannicandrese di indossare qualsiasi indumento all’insegna della mupìa, che è originalità, inventiva e  con l’obiettivo di divertirsi e  sorprendere, presentandosi in tante fogge di abiti colorati e fantasiosi, spesso anche costosi e di ricercata qualità. Le varie associazioni e iniziative private, coi loro carri  e gruppi multicolori, hanno dato vita a simpatiche ed apprezzabili occasioni di divertimento collettivo. La Pro Loco e il Gruppo Folk sannicandrese, in tandem, hanno cercato in ogni modo di incentivare la cittadinanza a continuare a mantenere viva la tradizione del  nostro carnevale; le due associazioni  hanno dimostrato che sono capaci di promuovere l’ intrattenimento poiché, insieme, hanno indetto un concorso  riservato a varie categorie , dal pastore e pacchiana ai gruppi creativi, dai giovanisssimi alle maschere libere, con premi e riconoscimenti per tutti, assegnati abitualmente a Carnevaletto, presso la sede sociale in corso Garibaldi. Con le condizioni atmosferiche, generalmente favorevoli, i sannicandresi hanno potuto divertirsi come hanno voluto, senza regole o regolamenti, dando vita ad un carnevale basato da sempre sull’originalità, la libera iniziativa e capacità di improvvisare, che sembrano esserci ancora fra i nostri concittadini. L’unico difetto di questo e dei carnevali più recenti, a mio giudizio, su cui insisto da anni, è che si vuol dare maggior importanza ai carri (che non rappresentano assolutamente la tradizione sannicandrese, basata oltre che sulle maschere singole, sui gruppi in costumi, con musica, canzoni e ballo, a piedi), la cui sfilata si svolge sempre sullo stesso percorso, intasando e creando problemi al traffico cittadino, normalmente alle prese con questo problema, specialmente sul viale della Stazione, via Gramsci e via via fino a Piazza IV Novembre, dove convergono tutti insieme, con un notevole disordine e inquinamento acustico, creando molta confusione e disagio. Inoltre, proprio i carri, costituiti da numerosi gruppi,  creano lunghe attese e spopolamento nelle strade del paese, dove non sembra esserci il carnevale. Spero proprio che il prossimo anno ci siano tante idee nuove e divertenti, ma ispirate, come sempre,  alle tradizioni del passato, con un intero paese movimentato e rallegrato da tre giorni di vero divertimento, senza spettatori, ma attori e protagonisti. Tutti. 

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