Dal sacrificio di Angelo Vassallo un’idea per il futuro: San Nicandro, lo Schiapparo e il coraggio di sognare
L’emozione è ancora viva dopo la straordinaria rappresentazione teatrale de “Il Sindaco Pescatore”, andata in scena a San Nicandro Garganico davanti a un pubblico gremito di circa 350-400 persone, impreziosita dalla presenza di numerosi sindaci del territorio che hanno reso omaggio a una storia di profonda rigenerazione etica e civile.
Un evento che la nostra comunità ha sentito fin da subito profondamente “suo”, complice la toccante partecipazione dei ragazzi delle scuole, che hanno portato freschezza, consapevolezza e speranza nel pubblico. Tra i momenti più carichi di pathos e significato, la scelta del nostro Primo Cittadino di consegnare la propria fascia tricolore ad Ettore Bassi, affinché la indossasse al posto di quella di scena: un’azione simbolica dal fortissimo valore civile, che ha unito idealmente la figura di Angelo Vassallo alla nostra amministrazione e all’intera cittadinanza.
La magistrale interpretazione di Bassi ha saputo toccare le corde più intime degli spettatori, portando sul palco la passione e la visione del “Sindaco Pescatore”. Un plauso e un sentito ringraziamento vanno all’Amministrazione Comunale e in particolare all’Assessore Arcangela Tardio, la cui cura e organizzazione meticolosa hanno reso possibile uno spettacolo unico. Un successo che, tra l’altro, evidenzia ancora una volta quanto San Nicandro necessiti di uno spazio culturale stabile per la comunità, come un vero e proprio anfiteatro all’aperto: e perché non pensarlo e realizzarlo proprio all’interno della nostra Villa Comunale?
Ma la storia di Pollica e del suo Sindaco non può restare soltanto una parentesi teatrale. È un faro che punta dritto verso la nostra realtà locale e, in particolare, verso la ferita aperta dello Schiapparo.
Per decenni, il mancato controllo del territorio e l’abusivismo edilizio disordinato hanno imbrigliato e tarpato le ali a un’economia turistica che avrebbe potuto spiccare il volo molto prima. La fascia costiera compresa tra mare e laguna è stata soffocata, bloccando la nascita di un’offerta ricettiva moderna, sostenibile ed ecologicamente integrata.
La lezione di Angelo Vassallo ci insegna che il bene comune e il rispetto del paesaggio non sono freni allo sviluppo, ma la sua vera ed unica precondizione. Cosa succederebbe alla nostra economia se trovassimo il coraggio di invertire la rotta?
Sognare un nuovo Gargano
Proviamo a immaginare il futuro. Sacrificare l’interesse individuale di un immobile illegittimo per ottenere il bene della collettività non significa perdere qualcosa, ma guadagnare il futuro di tutti. Immaginiamo di trasformare quel tratto di costa in un lungomare di 15 chilometri, un corridoio verde incastonato tra il blu del mare Adriatico e la magia della laguna.
Una riqualificazione di questo livello porterebbe con sé:
Infrastrutture moderne e sostenibili: Piste ciclabili chilometriche, aree attrezzate per lo sport e il fitness all’aperto, passeggiate pedonali e spazi commerciali curati.
Ricettività e Lidi di qualità: Strutture balneari ecosostenibili pronte ad accogliere migliaia di visitatori, capaci di valorizzare il Gargano senza deturparlo.
Un’esplosione di posti di lavoro diretti e indiretti per i nostri giovani (dalla ristorazione all’accoglienza, dai servizi sportivi alla manutenzione del territorio), contrastando lo spopolamento e creando ricchezza reale e circolare per il Gargano.
Il messaggio lasciato dallo spettacolo di Ettore Bassi e dal coinvolgimento dei nostri ragazzi è chiaro: le grandi trasformazioni nascono dal coraggio delle scelte, dalla legalità e dalla capacità di visionare un futuro diverso. San Nicandro Garganico e il Gargano hanno tutte le carte in regola per sognare in grande e trasformare le proprie fragilità storiche nella loro più grande forza.
Alessandro Calello





