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Addio a Nazario Pantaleo Gualano: il canto di un figlio della nostra terra tra le voci celesti

C’è un silenzio innaturale oggi per le strade di San Nicandro Garganico. Un silenzio che fa rumore, che pesa sul cuore di un’intera comunità, rimasta sgomenta di fronte a una notizia che nessuno di noi avrebbe mai voluto ricevere:Nazario Pantaleo Gualano, il nostro talentuoso baritono, non c’è più. Si è spento a soli 40 anni, stroncato da una malattia contro cui ha lottato, lontano fisicamente, viveva ormai da parecchi anni a Modena, ma sempre così intimamente legato alle sue radici.

Oggi piangiamo non solo un artista di livello assoluto, ma soprattutto un concittadino, un amico, un giovane uomo educato e gentile che aveva saputo trasformare un dono naturale in una carriera luminosa, portando in alto il nome della nostra cittadina. Ricordiamo bene tutti i suoi inizi e quel sudato e meritato diploma, ottenuto nel 2013 con la massima votazione presso il Conservatorio Umberto Giordano di Foggia. Da lì, Nazario aveva spiccato il volo.

Il suo percorso artistico è stato un crescendo straordinario, affrontato con quella dedizione che lo ha sempre contraddistinto. La sua voce aveva una duttilità rara, una qualità che gli ha permesso di spaziare con disinvoltura dal repertorio lirico a quello della musica sacra. Lo abbiamo visto debuttare a maggio del 2014 come Schaunard nellaBohèmedi Puccini e brillare nelBarbiere di Sivigliadi Rossini a fianco di grandi nomi. E come non provare un forte senso d’orgoglio ripensando a quando il suo talento ha riempito di note il meraviglioso scenario del Teatro Greco Antico di Taormina perLa Traviatadi Verdi, o il prestigioso palco del Teatro Massimo Bellini di Catania nei panni di Marullo nelRigoletto?

Negli anni si è esibito in teatri magnifici a Bologna, Perugia, Rovereto, Fano, e ha cantato in numerosi concerti accompagnato da maestri illustri del calibro di Leone Magera. Ma Nazario non ha mai dimenticato di mettere la sua arte anche al servizio degli altri, come quando nell’ottobre del 2016 fu protagonista di un concerto di beneficenza al Teatro Zandonai per le città colpite dal terremoto. Era un animo creativo, tanto da fondare anche un duo vocale liric-pop chiamato “Vida Y Amor” insieme alla soprano Masha Salimi.

Ma al di là dei meritati successi professionali, a mancare oggi è il calore umano di Nazario. Sui social si susseguono decine e decine di messaggi di cordoglio. Le parole dell’amica Anna Santamaria racchiudono lo smarrimento di noi tutti:“Quando si spezza una vita giovane, si spezza anche il nostro linguaggio. Non ci sono parole che tengono. C’è solo silenzio, pianto, e un perché che rimane sospeso. Caro amico, bello, buono, gentile, educato non ti dimenticherò mai”.

Struggente, poi, il ricordo di chi ne aveva visto sbocciare le prime potenzialità. La sua ex insegnante Rosa Ricciotti ha affidato al web un messaggio carico di commozione, parlando di quella sorta di “maternità artistica” che unisce per sempre un maestro ai propri allievi.“Sei stato un allievo modello: serio, capace, con qualità che mi avevano fatto pensare a un futuro ricco di possibilità”, ha scritto la maestra.“Per questo oggi faccio ancora più fatica ad accettare la sua uscita di scena, i progetti, le esperienze, le occasioni, tutto ciò che ancora avresti potuto vivere e diventare. […] Ora canterai con gli angeli, sei stato scelto per fare parte delle voci celesti”.

Caro Nazario, la tua uscita di scena è arrivata troppo presto e il sipario è calato prima che potessimo prepararci. Ma il ricordo del tuo garbo, del tuo sorriso e l’eco di una voce irripetibile continueranno a risuonare per le strade della tua San Nicandro, custoditi gelosamente nel cuore di chi ti ha voluto bene.

Buon viaggio, concittadino nostro. E che tu possa, davvero, cantare per sempre con gli angeli.