21 dicembre 2012 13:50

La Sacra rappresentazione organizzata nella mattinata della vigilia di Natale

Avete letto bene: “Maria e Giuseppe in cerca di alloggio”: un evento che sarà realizzato il 24 dicembre 2012 dalle ore 10,30 alle ore 11,30 dalla Comunità parrocchiale di S. Maria delle Grazie.

Apprendiamo dal vangelo di Luca, come la Vergine e S. Giuseppe trascorrono le ore che precedono la nascita del Redentore (Lc 2,1-7: «In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio».

La rappresentazione ci mostrerà Maria e Giuseppe assieme ad un asinello che vanno in cerca di un posto in una locanda, che non trovano.

Il raduno avverrà in località San Cristoforo (dove è in costruzione un parco giochi) alle ore 10,30. Maria e Giuseppe e l’asinello muoveranno per le seguenti strade in cerca di un alloggio: via San Cristoforo, via Lorenzo Perosi, via Edoardo Scarpetta, via Federico Fellini, via Gilberto Govi, via Antonio De Curtis, via Lauro, P.zza San Francesco, ex via Lesina, viale Giuseppe Di Vittorio, via Parmenide, via Giustino Fortunato, via Paolo VI, piazza IV Novembre.

In tutto questo peregrinare la coppia non troverà un alloggio. Lo troverà in piazza IV Novembre in una grotta ideale diventata una delle sue Chiese come tutte quelle sparse per il mondo.

La Chiesa non fa nulla senza una finalità educativa. Questa peregrinatio con tanti rifiuti, in questa nostra epoca sta a rappresentare l’egoismo umano forte e potente tanto da non aprirsi al suo prossimo che potrebbe dargli affetto, amore e aiuto in una convivenza evangelica rappresentata dalle parole del comandamento nuovo che Cristo ci ha lasciato: «Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi!».

Il nuovo parroco, Padre Antonio D’Orsi, ha fortemente voluto questa rappresentazione e questa peregrinatio fra la gente della sua Parrocchia, per dare un segno di apertura fra tutti i fratelli di una stessa Comunità parrocchiale. È triste vedere tanti cartelli appesi sul frontale delle case “Vendesi” o “Affittasi” e non trovare una casa in cui poter nascere comodamente. Tutti quei cartelli rappresentano noi, i nostri cuori induriti perché senza «amore per il prossimo».

Colui che nascerà la notte di Natale, Gesù, ci ha lasciato una indicazione alla quale dovremmo dare tanta attenzione: quello che voi date ai vostri fratelli lo date a me, quello che non date ai vostri fratelli non lo date a me. La nostra religione mette sullo stesso piano di Dio il prossimo: se io lo rispetto, lo amo e lo aiuto, nello stesso momento quelle azioni vanno anche al nostro Dio.

Durante la novena che sta svolgendo, Padre Antonio dice sempre che la strada è piena di rovi e di inciampi a causa della nostra fragilità, ma ogni sera termina dando a tutti un messaggio di incoraggiamento: “coraggio, sforziamoci a migliorare e a buttar via dai nostri cuori tutto ciò che è ingombrante e inutile. Facciamo spazio a Gesù, facciamogli trovare un cuore accogliente nella notte della sua nascita”.

Matteo Gioiosa

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