Nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano Nuovo Molise, la dottoressa Benedetta Pia De Luca, dirigente medico alla Asl di Lanciano-Vasto originaria e residente a San Nicandro Garganico, ha fatto importanti precisazioni sul giallo di Pietracatella riguardante la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita.
Il medico legale incaricato degli esami autoptici ha voluto smentire le indiscrezioni di stampa su presunti ritardi nella consegna della relazione, inizialmente ipotizzata per il 9 luglio, confermando invece di aver già inviato formalmente via PEC gli esiti alla Procura di Larino che coordina l'inchiesta per duplice omicidio a carico di ignoti.
De Luca ha chiarito che in questo momento si stanno raccogliendo le firme di tutti i partecipanti alla stesura e che solo successivamente si recherà di persona a Larino per il deposito fisico del documento cartaceo, ribadendo che i risultati clinici sono comunque già nelle mani degli inquirenti.
Entrando nel merito scientifico del caso, la dottoressa ha spiegato a Nuovo Molise che i decessi sono stati causati da un'intossicazione acuta da ricina, sottolineando l'importanza di non confondere questo termine con quello di avvelenamento, dato che quest'ultimo presuppone un'azione da parte di terzi che allo stato attuale non è stata affatto confermata, aggiungendo inoltre che non è possibile stabilire con certezza la modalità di somministrazione della tossina.
Infine, il medico legale ha espresso un giudizio molto positivo sulla scelta del procuratore capo Elvira Antonelli di affidare i reperti e i campioni biologici agli esperti del Robert Koch-Institut di Berlino, definendola una collaborazione estremamente utile poiché i laboratori in Germania dispongono di strumenti tecnologici all'avanguardia non presenti in Italia, che risulteranno decisivi per quantificare la tossina e definire la progressione clinica sui materiali analizzati.