Incendio nella riserva Sacca Orientale: in fumo 20 Ha di canneto

Il sindaco Vocale: “Sistema inadeguato, servono mezzi e personale sul posto”

Un vasto incendio ha colpito ieri pomeriggio la Riserva Naturale dello Stato “Sacca Orientale”, mandando in fumo circa 20 ettari di canneto, habitat fondamentale per centinaia di specie animali.

Le fiamme, divampate intorno alle 14:00 nella zona più orientale dell’area protetta, si sono spinte verso ovest e sono state domate solo intorno alle 19:00, grazie all’intervento di vigili del fuoco, carabinieri forestali, volontari e operatori dell’Arif. Fondamentale anche il supporto di un canadair, che ha effettuato lanci d’acqua prelevata dal mare di Torre Mileto.

Il sindaco di San Nicandro Garganico, Matteo Vocale, ha espresso la propria amarezza:

“In questo 2025, che per la piaga degli incendi tende ad avvicinarsi rovinosamente al 2007, mancava un tassello: la Riserva Naturale dello Stato ‘Sacca Orientale’. Un piromane è un balordo e criminale a prescindere, ma questa volta dobbiamo ‘ringraziare’ chi ha appiccato il fuoco in un pomeriggio di rara bonaccia. Se ci fosse stato vento teso o grecale, nelle cinque ore tra la prima segnalazione e la fine delle operazioni sarebbe potuta andare in fumo gran parte dei 930 ettari della riserva”.

Vocale ha ringraziato le squadre intervenute, sottolineando però le criticità del sistema:

“Tutti quelli giunti sul posto hanno fatto perfettamente il loro dovere, ma è il sistema che non funziona. Abbiamo bisogno di un numero adeguato di DOS (direttori delle operazioni di spegnimento) del posto, sul posto. Con una riserva di 930 ettari, un’oasi come il Lago Salso di 1040 ettari, un Parco nazionale di 120mila ettari e 37mila ettari di superficie boscata sul Gargano, di cui almeno la metà impervi, la disponibilità di mezzi aerei sotto il naso dovrebbe essere una cosa ordinaria”.

Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento, ma l’ipotesi dolosa appare al momento la più probabile.

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