L’obiettivo della mostra, da un’idea di Tiziano Paragone, medico e musicista jazz, è trasformare il centro medico in uno spazio capace di accogliere anche l’arte, contribuendo a creare un ambiente in cui la cura della persona non si limiti all’aspetto fisico, ma abbracci anche la dimensione interiore
Ieri sera, alle ore 20, è stata inaugurata la mostra d’arte dei maestri Nazario Bizzarri e Francesco Curatolo presso il Centro Chirurgico Paragone, in via Anzio 6 a San Nicandro Garganico.
L’iniziativa, che ha registrato una partecipazione attenta e coinvolta, nasce da un’idea di Tiziano Paragone, medico e musicista jazz, con l’obiettivo di trasformare il centro medico in uno spazio capace di accogliere anche l’arte, contribuendo a creare un ambiente in cui la cura della persona non si limiti all’aspetto fisico, ma abbracci anche la dimensione interiore.
Un contesto non convenzionale che ha sorpreso positivamente i presenti: lo spazio espositivo si distingue infatti per un’atmosfera intima e accogliente, pensata per favorire un rapporto diretto tra le opere e il visitatore, lontano dai circuiti tradizionali e più vicino a una fruizione autentica e personale.
Protagoniste della serata le installazioni di Nazario Bizzarri, ispirate ai “cassetti segreti”, un tema che richiama la memoria e l’esperienza personale. Le opere evocano quei piccoli scrigni nascosti che molti ricordano dall’infanzia, scoperti nelle case di nonni e zii, luoghi carichi di mistero e significato. All’interno di questi “cassetti” contemporanei si ritrova un universo eterogeneo di oggetti: dalle pietre raccolte in riva al mare alle schede madri dei computer, in un dialogo simbolico tra passato e presente.
«L’idea di portare l’arte in un luogo come questo mi è sembrata da subito molto forte – ha spiegato Bizzarri – perché rompe gli schemi e avvicina le persone in modo spontaneo. I miei lavori nascono dal desiderio di recuperare la dimensione della scoperta, quella curiosità che avevamo da bambini quando aprivamo un cassetto “proibito”. Dentro c’è di tutto, perché dentro di noi c’è di tutto: ricordi, emozioni, frammenti di vita».
Accanto alle installazioni, le opere di Francesco Curatolo hanno offerto un percorso visivo complementare. Il fotografo ha presentato una selezione di immagini del territorio rielaborate digitalmente, ispirate all’estetica della stampa serigrafica, attraverso cui restituisce una visione personale e non convenzionale dei luoghi.
«Ho voluto raccontare il territorio in modo non didascalico – ha sottolineato Curatolo – cercando di coglierne un’anima più nascosta. Il mio lavoro parte sempre dalla fotografia, che poi rielaboro digitalmente: il risultato richiama la serigrafia, ma resta una stampa fotografica. È un modo per intervenire sull’immagine, filtrarla e restituirla con un linguaggio che va oltre il dato reale. È un invito a fermarsi e a guardare oltre l’apparenza».
A sottolineare il senso dell’iniziativa è stato lo stesso Tiziano Paragone: «L’arte, come la musica, ha la capacità di entrare in risonanza con la nostra dimensione più profonda. Ho voluto fortemente che questo spazio accogliesse anche opere artistiche, perché credo che il benessere della persona passi anche attraverso ciò che riesce a emozionarci e a farci riflettere. Nutrire l’anima significa prendersi cura anche del corpo, in un equilibrio fondamentale».
“Nutrendo l’anima si cura il corpo” è il messaggio che accompagna la mostra, evidenziando il potere dell’arte di generare armonia, consapevolezza e connessioni.
L’iniziativa proseguirà nei prossimi giorni, offrendo alla cittadinanza un’occasione per vivere un’esperienza culturale diversa, in cui l’arte diventa ponte tra sensibilità e linguaggi, contribuendo a trasformare un luogo di cura in uno spazio aperto alla bellezza e alla riflessione.
Fonte: ilmattinoquotidiano.it