Malati famosi”: Jacqueline Kennedy/ a cura di Leo Caputo
PREMESSA. Con questa biopatografia descrivo in sintesi un altropersonaggio di “Malati famosi” del dott. Pietro Trombetta nel suo libro pubblicato nel 2005, di cui il prof. Raffaele Colucci ha curato la prefazione; in esso sono narrate le vicende famigliari, i malanni e le malattie che hanno segnato la vita e influito sulle azioni di ognuno dei personaggi di cui l’autore parla (fra questi, Lucrezia Borgia, Maria Callas, Gabriele D’Annunzio, Eleonora Duse, Umberto Giordano, Guglielmo Marconi, Marylin Monroe, Giuseppe Verdi e altri). Uomini e donne eccezionali, ma resi in questo libro “più veri, più vicini a noi, ma alla fin fine sono stati anch’essi soggetti alle insidie dei malanni e delle malattie che affliggono milioni di uomini e donne “comuni”.
Jacqueline KENNEDY è stata, durante la seconda metà del secolo scorso, la donna più ammirata del mondo e la più famosa di quegli anni,nel vero senso della parola, in quanto moglie e poi vedova del Presidente più giovane e più amato degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy. Jacqueline Lee Bouvier nacque a Southampton il 28 luglio 1929. Suo padre, Jack, un tipo alla Clark Gable, “bello e impossibile” aveva la passione del gioco ed era un agente di Borsa sulla via della bancarotta. Sua madre, Janet, veniva da una famiglia di nuovi ricchi ricca ed era molto ambiziosa. Influenzata fortemente da tali genitori, Jacqueline fu allevata negli ambienti acculturati e di classe tra New York, Rhode Island e la Virginia. A quell'epoca il suo amore per le lettere la portò a scrivere poemi, novelle e romanzi, accompagnandoli con illustrazioni personali. Si dedicò inoltre con assiduità allo studio della danza, altra sua grande passione di sempre. La madre, che ottenne il divorzio dal precedente marito, sposò Hugh D. Auchincloss nel 1942, portando le due figlie a Merrywood, nella sua casa vicino Washington D.C.
Come studentessa del prestigiosissimo Vassar College, Jacqueline ebbe l’occasione di viaggiare moltissimo e di passare i suoi anni migliori in Francia (frequentando, fra l'altro, la Sorbona), prima di laurearsi alla‘George Washington University’ nel 1951. Queste esperienze le lasciarono in eredità un grande amore verso i popoli stranieri, soprattutto verso i francesi. Nel 1952 Jacqueline trovò una sistemazione presso il giornale locale "Washington Times-Herald", inizialmente come fotografa, poi come redattrice ed articolista. In un'occasione le venne affidata l'opportunità di intervistare il senatore John F. Kennedy del Massachussetts, già accreditato dalla stampa nazionale come il più probabile successore del Presidente degli Stati Uniti. Tra i due fu un vero e proprio colpo di fulmine: si sposarono l'anno successivo. Jacqueline sedusse la ricchissima e potente famiglia dei Kennedy, con un modello di vita intellettuale, europeo e raffinato. Dal loro rapporto nacquero tre figli, Caroline (1957), John (1960) e Patrick, che purtroppo morì due giorni dopo la nascita. John era un gran donnaiolo, con una predilezione particolare per le dive hollywoodiane, da Joan Crawford a Lana Turner, da Joan Fontaine a Marylin Monroe, da Angie Dickinson a Jane Mansfield. Come ‘First Lady’, "Jackie", così veniva affettuosamente ormai chiamata da tutti i cittadini, non era gelosa ma, piuttosto “cinica e calcolatrice”, con un’unione apparentemente felice, ma tormentata da intime sofferenze, si adeguava al ruolo per dire no ai compromessi. In realtà cercò di rendere la capitale della nazione fonte di orgoglio e centro della cultura americana. Il suo interesse per le arti costantemente sottolineato dalla stampa e dalla televisione, ispiravaun'attenzione per la cultura mai così evidente a livello nazionale e popolare. Un esempio concreto di questo interesse è stato il suo progetto per un museo della storia americana, poi realizzato a Washington.
Inoltre, supervisionò la nuova decorazione della Casa Bianca e incoraggiò la conservazione degli edifici circostanti. Fu sempre molto ammirata per il portamento, la grazia e la bellezza mai appariscente o volgare. Le sue apparizioni in pubblico ottenevano sempre un enorme successo, anche se centellinate con sapienza e moderazioni (o forse proprio per questo). In quel tragico 22 novembre 1963 Jackie era seduta accanto al marito quando questi venne assassinato a Dallas. Accompagnò il suo corpo fino a Washington e vi camminò accanto durante la processione funebre. Poi, in cerca di privacy, la first-lady si trasferì assieme ai propri bambini a New York; si concesse amori e amanti, dal celebre cardiochirurgo Christian Barnard a Kary Grant, da Henry Kissinger a Gianni Agnelli. Col secondo matrimonio, celebrato con grande sfarzo nell'isola di Skorpios, il 20 ottobre del 1968, sposòAristotele Onassis, ricchissimo uomo d'affari greco; per opportunismo si legò a un uomo che aveva denaro e potere a sufficienza per garantirle l'incolumità e lo status sociale cui era abituata; inoltre si era convertita alla Chiesa ortodossa greca: di conseguenza, in base al Codice di diritto canonico allora vigente, era incorsa in due scomuniche in quanto scismatica e in quanto concubina (Onassis era divorziato). Perse anchela protezione dei servizi segreti americani, La relazione coniugale era stata puntigliosamente regolata da un contratto pre-matrimoniale, stilato dagli studi legali di fiducia dei coniugi. Vi era previsto di tutto, dal numero minimo di fine settimana che i coniugi dovevano trascorrere insieme ogni anno, a quale percentuale del patrimonio del marito le sarebbe toccata a titolo di "alimenti", in caso di divorzio, commisurata al numero di anni che sarebbe durato il matrimonio. Si tratta d'una prassi molto diffusa nell'alta società americana. Il matrimonio fallì, per i pessimi rapporti fra loro: lei lo definì “rozzo e avaro” e lo rimproverava apertamente per le “orrende maniere a tavola”; lui la considerava “una donna fredda e vanesia”, in realtà molto spendacciona per viaggi e abbigliamento. Ma la coppia non divorziò mai. Quando Onassis morì, il 15 marzo 1975, la vedova poteva essere titolare di una cospicua eredità, ma la legge greca imponeva un tetto alla somma che un cittadino straniero poteva ereditare, e la disputa apertasi fra lei e Christina, la figliastra, finì col farle accettare una liquidazione definitiva di 26 milioni di dollari. Jackie si riconciliò con la Chiesa cattolica; iniziò a lavorare nell'editoria, diventando ‘senior editor’ di Doubleday, dove era l'esperta di arte Egiziana e letteratura. Continuò a essere oggetto delle attenzioni dei media, mentre trascorreva la sua vita, sempre più ritirata, a fianco di un commerciante di diamanti, Maurice Tempelsman, di origine belga.
Verso la fine del 1993, Jacqueline cominciò ad avvertire disturbi, rappresentati da astenia e notò alcune tumefazioni in sede ghiandolare.
L’infausta diagnosi le fu fatta dai medici mentre si trovava in crociera natalizia ai Caraibi, sullo yacht di Tempelsman. Si trattava di un “linfoma non Hodgkin”, un tumore maligno delle ghiandole linfatiche. Non si abbattè, fiduciosa di superare il cancro, così come era riuscita a sopravvivere a molte disgrazie. Faceva lunghe passeggiate a Central Park e cenava al suo ristorante preferito, “LeCirque” gestito dall’italiano Sirio Mazzoni, dove, contrariamente alle sue abitudini, negli ultimi tempi si abbuffava di dolci. Nuovamente serena e fiduciosa nella religione, si dedicava amorevolmente al figlio John John (che poi morì tragicamente prendendo lezioni di volo) e ai nipotini, raccogliendo, nel frattempo, finanziamenti privati per le scuole pubbliche devastate della metropoli.
Nell’aprile 1994, dopo due mesi di intensa chemioterapia, ricevette dai dottori la notizia che il tumore da cui si stava curando, aveva dato luogo a metastasi al fegato e al cervello e le restava poco tempo da vivere. Decise di distruggere testimonianze e ricordi, programmò in ogni dettaglio il funerale e affidò l’amministrazione del suo patrimonio (200 milioni di dollari) ad una fondazione. Con grande serenità, rifiutò ogni accanimento terapeutico e giunse alla morte il 19 maggio dello stesso anno, all'età di 64 anni, nel suo appartamento sulla Fifth Avenue, a New York.
-Jacqueline Kennedy è sepolta a fianco del suo primo marito, John Fitzgerald Kennedy, nel cimitero nazionale della contea di Arlington. Al servizio funebre parteciparono la famiglia Kennedy, Bill Clinton, Hillary Clinton, Lady Bird Johnson, Daryl Hannah, Arnold Schwarzenegger e Maurice Tempelsman.
-Nel 1995 il compositore statunitense Michael Daugherty ha composto un'opera lirica, Jackie O, che tratta alcune fasi della sua vita. Tori Amos le ha dedicato nel 1998 una canzone. Nel 2013 il cantante svedese Ola Svensson ha composto una canzone in suo nome. La sua vita ha ispirato il film Jackie, girato nel 2016, in cui è interpretata da Natalie Portman.