Biografie di “Malati Famosi”: Lucrezia Borgia

Cari amici della Redazione, chiedo cortesemente di pubblicare - appena possibile - l'argomento indicato in oggetto, un omaggio ad un illustre medico, il dott. Pietro Trombetta, divenuto nostro concittadino avendo vissuto ed operato per lungo tempo a San Nicandro e al quale, da maggio 2025, è dedicata la RSA in via del Campo. Con l’hobby di scrivere, ha pubblicato “Malati famosi” che ho letto e sintetizzato e che costituiscono materiale di conoscenza per quanti frequentano i miei incontri presso la locale sezione dell’Unitre, durante il corrente anno accademico 2025-2026, e per anziani e disabili che non possono farlo. Ho pensato di rendere omaggio a voi e a coloro i quali seguono con interesse il sito sannicandro.org, pubblicando, a partire periodicamente da gennaio 2026, la biografia di un personaggio famoso sul piano culturale, artistico, sportivo, religioso, morto, però, in circostanze particolari. Accludo anche un’immagine della protagonista del mio primo racconto. Nel ringraziarvi, auguro buona salute e benessere a ciascuno di voi. Cordialmente e con stima. Leo Caputo.   

 

Lucrezia BORGIA: Personaggio storico molto discusso per le sorti tristemente famose della sua famiglia e della sua personalità, versatile ma, per molti tratti, anche scandalosa!

Nacque il 18 aprile 1480, terzogenita, dopo i fratelli Cesare e Juan; suo padre, il nobile spagnolo Rodrigo Borja, originario di Valencia, che conviveva con una donna sposata, Vanozza Cattanei, essendo ricchissimo, dopo la nomina a cardinale, grazie alla corruzione, salì al trono pontificio nell’estate del 1492, col nome di Alessandro VI e si trasferì a Roma con la famiglia.  Lucrezia, dodicenne, era una bella ragazza dagli occhi azzurri, i lunghi capelli biondi, il corpo esile, ed era anche colta, per gli studi umanistici e la conoscenza della musica e della danza. Suo padre subito pensò di darla in sposa al nobile milanese Giovanni Sforza, che lo aveva appoggiato per l’elezione a papa. Giovanissima, Lucrezia aveva degli atteggiamenti un po' troppo anticonformisti e spregiudicati. Era una “figlia del secolo”, viveva in pieno Rinascimento, epoca in cui tutto veniva messo in discussione e deriso, come l’ascetismo e i comandamenti della Chiesa e addirittura la stessa fedeltà coniugale. Le sue passioni pertanto ebbero via libera e si scatenarono oltre ogni limite. Si dice addirittura che avrebbe avuto rapporti incestuosi col padre e col fratello Cesare, detto “il Valentino”, piuttosto aitante ma col viso deturpato dal cosiddetto “mal francese” la sifilide; era anche un tipo non del tutto raccomandabile. Infatti subito si sbarazzava dei suoi nemici, mediante i suoi sicari o il veleno, come suo padre. Probabilmente fece assassinare il fratello Juan, il cui cadavere fu ripescato nel Tevere, nel gennaio 1497. Il matrimonio di Lucrezia con Giovanni Sforza durò poco, considerando la corruzione e la dissolutezza di lei e della sua famiglia. Infatti il marito la abbandonò e si rifugiò a Pesaro. Lucrezia chiese ospitalità nel convento di San Sisto in Roma, preferito dalle nobili fanciulle che volevano rinunciare alla vita immorale e perciò disse che voleva farsi suora, allo scopo di mettere un po' d’ordine nella sua vita di diciassettenne. Il papa la fece controllare da un suo fidato, lo spagnolo Pedro Calderon, ma andò a finire che Lucrezia lo sedusse, con la complicità di una suora e poco dopo rimase incinta, con grande imbarazzo nel convento e presso la corte papale. Ovviamente Calderon e la suora complice ‘non se la passarono liscia’ e pochi giorni dopo i loro cadaveri furono ripescati nel Tevere. Nel marzo 1498 Lucrezia partorì e si fecero carte false per annullare il suo matrimonio con Giovanni Sforza, rato e non consumato. Succube del volere del padre, papa Alessandro VI, fu data in sposa al 18enne Alfonso d’Aragona, figlio naturale del re di Napoli, Alfonso II. Lucrezia rimase incinta, ma nel frattempo suo padre aveva già litigato col genero, perché questi aveva stretto col Re di Francia Luigi XI un’alleanza a lui poco gradita, tanto che ebbe a definirlo un “traditore”. Alfonso si dette alla fuga, inseguito dagli sbirri papalini da Roma a Gennazzano, dove trovò rifugio presso i principi Colonna. Nell’agosto 1500 venne assassinato dagli sbirri di Cesare Borgia. Fallito tragicamente il secondo matrimonio della figlia, papa Borgia pensò di darla in sposa ad Alfonso d’Este, figlio primogenito del duca Ercole di Ferrara, allo scopo di impossessarsi della Romagna e accrescere così il potere suo e di suo figlio Cesare. Nell’ambiente colto e dalle illustri tradizioni della corte di Ferrara, Lucrezia, 21enne, fra le più belle donne dell’epoca, si adattò molto bene, dimostrando pure apprezzate doti di governo in assenza del marito. Dal loro matrimonio nacquero ben 6 figli, fra cui anche il futuro cardinale Ippolito d’Este. Ma Lucrezia non era certamente lo specchio della salute: soffriva frequentemente di terribili mal di testa e si stancava facilmente: non poteva ballare a lungo, né fare lunghe cavalcate. Pare avesse problemi di tubercolosi, ma continuava a strapazzarsi anche se rimasta incinta. Il marito, il papa e il fratello Cesare la facevano visitare frequentemente da esperti medici, i quali, all’unanimità, le prescrivevano il rabarbaro per tenerle libero il ventre. Sempre più debole, con la faccia, le mani e i piedi gonfi, nell’agosto 1503 partorì una bambina, che morì subito dopo la nascita. Pochi giorni dopo, il 18 agosto papa Alessandro VI, ricevuta l’Estrema Unzione, morì per collasso cardiaco ma - secondo altri studiosi - probabilmente per un attacco di malaria perniciosa, o forse avvelenato da qualche cardinale. Suo figlio Cesare cadde in disgrazia, se ne tornò in Spagna, dove morì in un combattimento con la spada. Lucrezia, inizialmente, soffrì molto per la morte del padre e del fratello, ma, un po' alla volta, riuscì pure a consolarsi con altre relazioni, anche platoniche, ma con gravidanze finite male e altri figli. La sua salute peggiorò sempre di più all’ottava gravidanza, la sera del 15 giugno 1519, quando partorì una bimba che morì poco dopo; comparve un’abbondante emorragia dal naso, accompagnata da forti mal di testa e disturbi visivi. Si trattava certamente di una “nefropatia ipertensiva”, cioè di una compromissione della funzione renale con aumento della pressione arteriosa, aggravata probabilmente da una malattia venerea, che la portarono rapidamente alla morte! Per una certa storiografia, soprattutto ottocentesca, i Borgia hanno finito per incarnare il simbolo della spietata politica machiavellica e la corruzione sessuale attribuita ai papi rinascimentali.

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