Un pensiero da lontano dedicato alla Sig.ra Tittina Gualano, ricca di virtù, educante della sana gioventù. Questa foto ne è testimone per come sapeva impartire l’eleganza, l’armonia e l’educazione. Riceveva il sostegno per il suo gratuito impegno da tutte le fanciulle della Vigna di Brenna; per ringraziamento dalle stesse quale oracolo: possa tu campare oltre il secolo. La chioccia della Vigna di Brenna ha insegnato a tutte le fanciulle del rione: l’educazione, l’eleganza, il portamento, la bontà, l’uguaglianza; così annuiva: le critiche sono esercitate dall’ignoranza, chi parla male degli assenti senza un perché, siate certe che le stesse parleranno male alle spalle di te. L’invidia è il possesso, possedere ciò che ha l’altro, la gelosia è la paura di perdere il possesso. Entrambi sono malanni degli incapaci, siate fattive e veraci. Dispensava le riviste di: Grazia, Eva, Annabella suggerendo i colori adatti e perfetti per i vari soggetti. Impegnatevi a confezionare gli abiti per la festa, fatevi passare i grilli per la testa; per attirare un bravo giovane, dovete onorare il rione con volontà, attraverso l’estro e la serietà. Siate eleganti sempre, non solo per lo struscio, soprattutto quando superate il vostro uscio. Riporto la sua condotta sempre corretta, a me tanto gradita, ed i suoi aneddoti divenuti, regole di vita. Quando una mia sorella le annunciò la perdita dell’unico suo figlio, con tono pacato e senza batter ciglio: non chiedere il perché sia capitato a te, entrambi siamo stati scelti dalla Divinità, riteniamoci privilegiate della società; siamo pari all’Addolorata con la ferita al cuore che non sarà mai cicatrizzata. Ci teneva vedere suo marito Michele, ordinato ed elegante e spesso qualche male augurante: non contribuire al suo valore che è richiesto da diverse signore. Questa era la risposta di moglie composta e senza rispondere cosa importa a te: “purché queste non siano gelose di me”. La via Ariosto nel dopo guerra abbondava di benessere e familiarità, qualche radio diffondeva le note di cantanti di spiccata notorietà e diveniva una vera competizione nell’uguagliare l’imitazione e se poi venivano stimolate dalla musica della chitarra di Vincenzo Cordalente l’allegria si diffondeva facilmente. La sua bontà ha trasformato in realtà i sogni di tante fanciulle nullatenenti, portandole nelle prime file, gratuitamente, ai varietà di attori importanti e di famosi cantanti: Totò, Macario, Walter Chiari, i fratelli Maggio, Giacomo Rondinella; tutte sotto la sua balia, giacché comproprietaria del cinema teatro Italia. L’ultimo palio della Madonna di Devia, avvenimento da sballo, è stato vinto da un suo cavallo e con la stoffa del palio ha confezionato il pagliaccetto per il suo pargoletto (Notaio Matteo Torelli) con il seguente detto: sarà il manto della Madonna a tutelare il corpicino del mio bambino. Oltre all’eleganza, alla bontà e alla serietà diffondeva Spiritualità.
Questa foto, inizio anni cinquanta del passato secolo, mi rammentano la bellezza della sana gioventù e le virtù della Sig.ra col cappello: “Tittina Gualano”, moglie di Michele Torelli, circondata da: tre mie sorelle, una cugina, parenti e tante conoscenti. Da sinistra: Grazia Monte (mia cugina), Incoronata (mia sorella), Antonietta Pallante, Maria Campanozzi (mia terza cugina), zia Rosina, Tittina Gualano, Grazia (mia sorella), Angela De Luca, Grazia Campanozzi (mia terza cugina), in basso da sinistra: Maria (mia sorella), Lucia Torelli (figlia di Tittina), Rosetta Greco (gemella di Orsolina), Angela Russo.