Il drammatico incidente di Bisceglie, dove una ragazzina è deceduta dopo esser stata colpita dal crollo di un pino, riporta d’attualità le polemiche che hanno interessato qualche tempo fa San Nicandro Garganico. Ci riferiamo alla decisione, di qualche anno fa, dell'amministrazione Vocale di rimuovere i pini pericolosi presenti in Piazza IV Novembre e in viale Papa Giovanni XXIII. La scelta fu allora molto criticata da una parte politica e anche da alcuni cittadini sui social. Purtroppo, sovente, la gestione del verde urbano viene valutata solo per l’impatto estetico o per il legame affettivo di certi luoghi, trascurando i rischi strutturali che una specie di alberi come il pino possono comportare in contesti cementificati. Le radici dei pini che sollevano il manto stradale non sono solo un problema di decoro, ma il segnale di un conflitto tra la pianta e lo spazio circostante che ne compromette la stabilità, rendendoli pericolosi in presenza eventi atmosferici quali piogge intense e vento forte. Il compito di un’amministrazione è prevenire il pericolo, anche a costo di prendere decisioni impopolari. Oggi, alla luce di quanto accaduto a Bisceglie, quelle scelte che allora sembrarono drastiche appaiono sotto una luce diversa. Sostituire alberi non più idonei con piante più sicure e adatte al contesto urbano è un atto di prevenzione che, sebbene nell'immediato possa risultare impopolare, mira a garantire la sicurezza di tutti. I fatti di cronaca dimostrano che la sicurezza dei cittadini deve prevalere sul consenso immediato. Se allora l'espianto fu visto come un eccesso di zelo, oggi appare come un atto di responsabilità necessario per evitare l'attraversamento di una strada possa trasformarsi in tragedia.