14 febbraio 2018 08:41 Attualità di Leo Caputo

E’ assolutamente riprovevole, ingiustificabile e inaccettabile l’aggressione di pochi giorni fa, in una scuola media di Foggia, da parte di un genitore che, ascoltando soltanto la versione del figlio (dice di essere stato picchiato dal professore), senza chiedere chiarimenti di nessun genere, si è scagliato violentemente contro il vicepreside, nelle piene funzioni di controllo dei ragazzi all’uscita da scuola.

L’aggressore è riuscito ad eludere la vigilanza del personale addetto e ha colpito violentemente alla testa e all’addome il docente, il quale non ha minimamente reagito alle percosse, tanto è stato rapido il genitore nel muoverglisi contro. Un mese per guarire, la diagnosi dei medici che lo hanno soccorso e visitato; ma il docente ha subito dichiarato di voler tornare a scuola, dove è conosciuto ed apprezzato da tutti i colleghi, genitori, alunni e personale ausiliario, per il suo comportamento irreprensibile. Il giorno prima egli aveva semplicemente rimproverato un alunno perché spingeva e rischiava di far cadere le compagne in fila davanti a lui.  Per tutelare  l’incolumità  degli altri ragazzi, lo ha preso per un braccio e allontanato dalla fila.

Qui è scattata la reazione del genitore che ha provocato uno choc alla comunità scolastica e le immediate denunce della scuola e la disapprovazione dei genitori nei suoi confronti. Episodi analoghi sono accaduti recentemente in altre parti d’Italia e denotano un problema che non è solo educativo, ma socio-culturale; sintomatico dello scadimento della figura docente a causa della decrescente considerazione sociale nei confronti del docente stesso da parte dei suddetti soggetti. E’ molto evidente, purtroppo, il degrado della considerazione sociale non soltanto verso gli insegnanti, ma l’istituzione scolastica in generale: attualmente la figura del docente e la stessa Scuola , sono visti come poco autorevoli e non come espressione diretta di un sistema formativo che rappresenta lo Stato.

Di conseguenza molti genitori, di per sé inclini alla violenza - che fa parte del loro stile di vita - la esternano facilmente verso un docente per il solo fatto che egli abbia rimproverato uno studente, per fini educativi e per motivi d’ordine e sicurezza. Tra l’altro nelle funzioni di pubblici ufficiali; e ciò rende ancora più grave il gesto e l’offesa, sotto il profilo sociale e giuridico. Senza dimenticare che in questo modo il figlio vede la violenza e l’aggressività come l’unica forma vincente di interazione sociale e quindi la userà anche lui, appena se ne presenterà l’occasione. Negare e ribellarsi a principi elementari di educazione e formazione è inaccettabile e pericoloso.

Un docente deve poter svolgere il proprio ruolo con serenità, non vivere con disagio e preoccupazione sempre più marcati, in una quotidianità dove valori e princìpi vengono sistematicamente stravolti e calpestati. La barbarie e il degrado vanno arginati e fermati assolutamente, per il bene di tutti gli studenti e per il futuro della società. L’indignazione faccia posto alla riflessione, rivalutando la funzione educativa e formativa della scuola, insieme al ruolo prezioso degli insegnanti, sempre più spesso chiamati a rimediare ad attenzioni e carenze da parte delle famiglie.

Numero di volte letto: 241