16 novembre 2018 17:33 Attualità di Giuseppe Scanzano

Cari lettori, è un piacere poter interloquire con voi.

Da umile estimatore di Storia e di personaggi storici illustri, oggi voglio parlarvi di un frate domenicano, famoso per la sua predicazione. Oggi vi parlerò di Girolamo Savonarola. Girolamo Maria Francesco Savonarola è stato un religioso, un politico ed un predicatore italiano. Egli fece parte dell’ordine dei frati domenicani. Questo predicatore, oggetto di numerosi studi, profetizzò numerose sciagure per Firenze e per l’Italia. Egli propugnò un modello politico “ teocratico”; in poche parole, il potere politico doveva tendere a Dio ed ai precetti religiosi. Savonarola nacque a Ferrara, il 21 settembre del 1452 da Niccolò Savonarola e da Elena Bonacolsi. Il nonno di Savonarola fu archiatra del marchese Niccolò III d’Este. Suo padre Niccolò avviò il giovane Girolamo verso gli studi di medicina; il futuro predicatore apprese, per tal motivo, le Arti Liberali, appassionandosi, inoltre, al Tomismo e all’Aristotelismo. Savonarola, ascoltando, a Faenza, le parole di un noto predicatore, prese la decisione di far parte del Convento Bolognese di San Domenico. Ad influire sulla propria vocazione, con molta probabilità, fu la decadenza dei costumi della società dell’epoca. Giunto a Firenze, le sue prediche, a carattere moralistico e avverse alla decadenza della politica dell’epoca e della religione, non risparmiarono, nemmeno, Lorenzo De’ Medici. Lorenzo “Il Magnifico” non colpì, politicamente, il Savonarola bensì usufruì di Fra Mariano della Barba, da Genazzano, per ribattere alle accuse del frate domenicano. La potente oratoria di Savonarola e la sobrietà dei costumi, gli permisero di essere apprezzato dal ceto meno abbiente ed avversato dai potenti. Inimicandosi la corte di Francia ed altri potenti dell’epoca, egli fu arrestato con l’accusa di “ eresia”. Il frate domenicano morirà il 23 maggio del 1498, mediante impiccagione ed il suo corpo verrà, successivamente, arso in Piazza. Secondo le cronache dell’epoca, i suoi ammiratori deposero, in omaggio, delle rose davanti al luogo della sua esecuzione; il cosiddetto “ Campo dei Fiori”. Successivamente i suoi scritti furono riabilitati dalla Chiesa. Ora egli è un servo di Dio. Chi non ha, mai, ascoltato la famosa canzone di Caparezza intitolata: “ Io sono il tuo sogno eretico”?

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