Una presa per il culto

Una presa per il culto

 

In Italia. E’ opinione diffusa che la crisi della Chiesa cattolica dipende dalla perdita di centralità dei sacramenti. Per moltissimi giovani fedeli tale primarietà viene quasi completamente disattesa. Pertanto, la salvezza procurata dalla redenzione operata da Cristo non potrà realizzarsi perché essa non arriva né con le chiachiere né con le nostre opere, ma soltanto dai sacramenti. I quali sono obbligatori per raggiungere la salvezza eterna. Battesimi ritardati di mesi, quando non di anni, o perfino rimandati addirittura in età adulta “per non fare una violenza al bambino e lasciare a lui la scelta”. Prime Comunioni fatte ordinariamente a 10-11 anni che spesso sono l’unica comunione. Ovvero, quella che doveva essere la “Prima” di una serie innumerevole di Comunioni, oggi è destinata ad essere l’ultima. Tutta l’enfasi data alla Prima e non alla S. Messa ed a quelle successive, è un controsenso per i genitori che dedicano molta cura all’aspetto esteriore dell’evento. Magari facendo grandi feste senza badare sia alle altre Comunioni, sia all’educazione cattolica della vita dei figli. Cresime a 13-14 anni, con susseguente quasi totali sparizioni dei cresimati. Cioè, la Cresima è diventato il sacramento dell’addio alla vita ecclesiastica e talvolta anche della fede. Tant’è che viene definito il sacramento del congedo. Un abbandono che ormai è sotto gli occhi di tutti. Infatti, subito dopo aver ricevuto la Prima Comunione o, al massimo, dopo la Cresima, constatiamo la dispersione dei ragazzi dalla frequentazione della Chiesa. Insomma, la catechesi di iniziazione, quella rivolta ai fanciulli, ragazzi e adolescenti, in realtà non inizia ma, paradossalmente conclude. La percentuale dei cristiani che ancora ricorrono alla Confessione superano di poco un numero da prefisso telefonico. Tale sacramento è necessario per ottenere il perdono dal peccato mortale quando l’uomo, rompendo la comunione con Dio, porta l’anima del peccatore in uno stato di “morte spirituale”. Condannandola all’inferno. Tuttavia, il conseguimento dell’assoluzione necessita di individuare i propri peccati, esserne pentiti ed avere il proposito di non commetterli più. Ma, attualmente, un dubbio si diffonde: cosa si confessa se la ragione fondamentale della deriva sacrale è soprattutto quella dell’ignoranza religiosa (e della fede) che ormai affligge anche il nostro Paese, centro mondiale della Cattolicità? Per cui spesso le Confessioni sono insignificanti o, in alcune ipotesi, addirittura sacrileghe. I Matrimoni religiosi sono dimezzati. Siamo immersi in un clima culturale dove conta l’apparenza e lo spettacolo. Pensiamo all’invasione ossessiva dei fotografi. Alle spese esagerate per feste, regali, abbigliamenti, pranzi, fiori, musiche, auto, applausi. Le utilissime bomboniere e l’acconciatura naturalmente. Show da teatro o da set televisivo o cinematografico, che si scatenano e che fanno per un giorno sentire gli sposi (specie la sposa) delle star del cinema. Non importa se poi una percentuale sempre più cospicua di Matrimoni, pur celebrati in Chiesa (come sacramento unico e indissolubile) dura meno degli abiti! Una logica che accompagna non solo i Matrimoni ma ormai sinanche i Battesimi e le Prime Comunioni.  Questi comportamenti -che dovrebbero essere antitetici alla fede cristiana- hanno pervaso le cose più sacre. 

A San Nicandro Garganico.

 La crisi sacramentale afferisce tutti i giovani italiani. Concerne anche gli adulti e gli anziani, soprattutto al Nord. Difatti, basta entrare un giorno qualsiasi, in una Chiesa qualunque, per fotografare un qualunquismo dilagante. Non è così a San Nicandro dove, quelle numerose famiglie che hanno una sensibilità viva della fede, che pregano insieme e che partecipano ad una comunità, continuano e continueranno a frequentare la Chiesa. Ciò, per i sannicandresi, costituisce motivo di grande orgoglio. In ogni caso va evidenziato che il sacramento per i moribondi, spessissimo viene tralasciato sotto la troppo umana preoccupazione di non mostrare la presenza del sacerdote, per non impressionare il moribondo e trasmetterli la coscienza dell’imminenza della morte. Considerati i funerali celebrati, solo nel 10% circa dei casi viene richiesta l’Estrema Unzione. Perché il moribondo deve morire tranquillo e sereno. Vedendo il sacerdote, invece, potrebbe impaurirsi, spaventandosi. Ci troviamo di fronte ad un’apprensione assurda. Non era così negli anni 60, perché quando a San Nicandro stava per morire un vecchietto, il sacerdote veniva 6 o 7 volte a celebrare l’Estrema Unzione. Dopodiché, chiamato per l’ennesima volta, magari non veniva più. Ma il moribondo non moriva lo stesso. Ciò significa che la Morte decide Lei, restando comunque autonoma rispetto alla invocazione o alla celebrazione dell’ultimo sacramento. La predetta preoccupazione non ha senso.

Tuttavia, per frenare il declino spirituale, nelle parrocchie italiane fioriscono iniziative che a volte sembrano stravaganti. Per scuotere le coscienze, il parroco della Val di Non, don Michele Vulcan, da due anni non celebra né le Prime Comunioni, né le Cresime (ed i Matrimoni). Il prete ha denunciato la pessima abitudine degli adolescenti di non frequentare la parrocchia, se non sporadicamente. Compreso l’approccio ai sacramenti. Prima e dopo il “forzato periodo di grazia”, che consiste nella frequenza ai corsi settimanali e nel rito solenne in Chiesa, la partecipazione alle funzioni religiose é prossima allo zero. Per il comportamento sia dei diretti interessati sia di molti genitori, i quali rivolgono il pensiero esclusivamente alla organizzazione dell’evento. L’aspetto religioso, invece, nel migliore dei casi viene derubricato a tradizione. Si fa

perché si usa così. Non si può mai sapere.... Signori, questo modo di agire nei confronti della fede va considerato del tutto incoerente, anzi, considerato l’argomento, si può ritenere che sia una vera e

propria presa per il culto. Don Michele non si esprimerà mai così. Ma non possiamo escludere che non lo pensi. Il parroco, dopo aver scritto direttamente ai ragazzi ed alle famiglie, ha raggiunto lo scopo e, settimanalmente, si tengono incontri di formazione per i ragazzi. La decisione provocatoria, dunque, è servita a far tornare i giovani tra i banchi delle chiese. Inoltre, visto l’esiguo numero delle Cresime, un’altra iniziativa stimolatoria l’ha inventata un prete il quale, per la mancata rassegnazione rispetto ad una società civile tendente a soddisfare prevalentemente beni materiali (dove il trascendente non esiste), nella propria parrocchia ha imposto l’obbligo di celebrazione del predetto sacramento contestualmente alla Prima Comunione. Apriti cielo! Molte famiglie si sono ribellate e sono …. emigrate nei paesini viciniori affinché i figli ricevessero il solo sacramento della Prima Comunione. Se la Cresima proprio si deve fare, si deve festeggiare due volte. Non una sola. Amen.

Conclusione. Secondo gli esperti siamo di fronte ad una più grande crisi che investe i processi educativi e formativi. Si sono inceppati i meccanismi di trasmissione delle credenze e dei valori. Se una volta le agenzie educative, come la famiglia, la scuola, la chiesa, incidevano pressappoco nella proporzione del 30% ognuna, oggi la loro influenza incide non più del 10% ciascuna. Sono invece soprattutto la cultura ambientale e i mezzi di comunicazione sociale ad avere il sopravvento. Gli esempi sopracitati sono dei tentativi mirati al contrasto di una decadenza interiore dovuta alla rapida evoluzione che conosce il mondo della comunicazione. Esso sta inducendo nella gente uno stravolgimento culturale paragonabile, per il suo esito finale, alle invasioni barbariche dei primi secoli della Chiesa, quando crollò l’Impero romano. Ci volle moltissimo tempo (insieme ad un San Benedetto e un San Francesco) per ricostruire da zero, e molto lentamente, una nuova cultura e una nuova civiltà, quella che oggi fonda l’Europa. Sarà così anche ora? Sicuramente passerà tempo affinché rinasca una forma di fede vissuta che utilizzi linguaggi e modelli oggi ancora sconosciuti.

La domanda da porsi allora è: anche a San Nicandro in futuro sarà così?

Quando inizierà a ripartire il futuro rinnovamento spirituale?

Francesco Sticozzi

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