13 novembre 2018 18:30 Politica di Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma di Nicandro Marinacci contenente alcune soluzioni per il fenomeno dell'abusivismo edilizio.

 

Fin dal lontano 1995 che mi batto, mettendoci la faccia affrontando tale spinoso argomento, per dare una risposta seria, risolutiva e ponderata ed anche condivisa, qualsiasi essa sia, o possa essere di stimolo ad affrontare “il toro per le corna” e dare una risposta esauriente ma mai esaustiva, al fenomeno dell’ abusivismo edilizio in Italia. Smettiamola di dire che l’abusivismo edilizio è un fenomeno solo tutto meridionale, perché essa è una gran menzogna che serve a denigrare ancora il nostro bellissimo e, da sempre, vituperato Sud...e anche noi che al sud ci viviamo e qui lottiamo per migliorare questa terra!! Perché da ogni parte del Nord e del Centro, lungo i vari litorali, nelle aree interne delle Alpi e degli appennini centro-settentrionali del nostro Paese di costruzioni abusive ce ne sono a iosa. Anzi, se dovessimo fare un censimento vero, non so quale parte dell’ Italia risulterebbe avere più costruzioni abusive. In tutta Italia se ne calcolano approssimativamente (per difetto), oltre 250.000 (dico duecentocinquantamila immobili) censite e chissà quante non sono censite affatto. Da una indagine svolta risulta che al Sud una costruzione su due è abusiva, al Centro e al Nord una costruzione su tre è abusiva. Casi eclatanti che “nessuno vede o vuol vedere perché si è ricorsi all’arma del condono “ solo per poche aree elette e a macchia di leopardo”? Tantissimi e ancora oggi si cerca di mascherare, sotto una sciagura il momento propizio per elargire un “ennesimo condono”! Anche Rimini, per esempio, fu costruita, quasi per i ¾ , su terreni demaniali gravati da uso civico, poi, sdemanializzati e l’esempio riminese, potrebbe essere esteso a chissà quante altre città ancora che oggi vantano strutture ricettive, fin dentro il mare, naturalmente, tutto quanto detto vale da Nord a Sud dell’ intero paese, isole comprese. Solo che da noi, al Sud, spesso, tale fenomeno non è quasi mai del tutto un fenomeno di abusivismo solo “palazzinaro” e di sfruttamento di un territorio a cui nessuno, e dico nessuno, in Italia, fino ad ora, ha fatto sconti di nessun genere. Da noi esso si è configurato come un assalto ad un territorio incustodito e non tutelato, perché il nostro dopo guerra, è stato il periodo in cui “l’arte di arrangiarsi” divenne “la regola “ per ricominciare a vivere, dopo anni bui di dittatura e guerra. Poi, ci fu la legge Bucalossi e ancora dopo la legge Galasso e seguenti, che determinavano delle regole, attraverso dei percorsi legislativi, discutibili o accettabili fin che vuoi ma, comunque, delle leggi. Leggi che però non diedero nessuna risposta al pluriennale problema ma furono solo o palliative o coercitive senza dare soluzioni alternative e risolutive in merito. Perché il problema abusivismo edilizio restava e resta in tutta la sua sostanza o drammaticità. Però tutti ne parlano sottovoce che il problema c’è, ma nessuno ha il coraggio di affrontarlo e risolverlo, una volta per tutte!! Certo, sia chiaro, con questa premessa non devo scusare nessuno di coloro i quali, in un modo o in un altro hanno perpetrato reati contro il territorio pubblico costruendo abusivamente immobili su terreni demaniali o anche privati, senza averne titolo o licenza edilizia. Pero’ non mi sento di scusare per niente chi inneggia all’abbattimento, con “furore giacobino”, di una sola costruzione abusiva, mentre tutt’intorno ve ne sono migliaia nello stesso stato e senza dare altre soluzioni se non quella radicale. Però, mi chiedo e vi chiedo ma tante città balneari o alpine di cui oggi andiamo fieri e frequentiamo sarebbero esistite se fossimo stati così integralisti nel far osservare tali leggi a tempo debito e dovuto? E tanta nostra economia, ristoratrice per l’occupazione e anche per le casse, sempre più aride, del nostro Stato, ci sarebbe stata? Cosa fare allora? Perché, comunque, da questo “impasse legislativo” dobbiamo pur uscirne. Tale problema non è e non può essere ne di destra, ne di centro, ne di sinistra, ne tanto meno ci si può dividere in “falchi” e colombe” nel trattare un argomento così delicato. L’abusivismo c’e’, gli immobili stanno tutti li’, nessuno prende una decisione seria in merito e, ogni tanto, qualche sindaco si alza il mattino e demolisce una, dieci o cento case a macchia di leopardo nel paese...alcune associazioni, pseudo ambientaliste inneggiano al singolo abbattimento e poi??...poi, tutto si ferma ad altra data da destinarsi per poi, riparlare dello scottante argomento quando si e’ di fronte alla furia devastatrice della natura.

 

Non mi sembra che tale metodo adottato fino ad ora (anche se le leggi lo indicano), sia stato il migliore o che abbia sortito i risultati aspettati e sperati. Anzi, tali “abbattimenti selvaggi” mi ricordano un altro motto che fece tremare le fondamenta dello Stato quando le brigate rosse dichiaravano che: ”bisognava ammazzarne uno per educarne altri cento”. Comunque, non ci educarono i terroristi, anzi, ci unirono, ancor di più, nella lotta al terrorismo. Così, non ci hanno, certamente, educato i singoli abbattimenti che ogni tanto si verificano sul territorio nazionale a go go, perché il fenomeno resta e, in alcuni casi, continua ancora impunito!! Invece, sembra che al Sud siamo tutti abusivi e al Nord (da Portofino fino Al bellunese) sono stati “solo eventi metereologici eccezionali”...E le case costruite sul ciglio di canali e burroni sono TUTTE LEGALI?? Nel lontano 1996, solo perché intendevo (e lo intendo, ancora con forza, tutt’ora) porre all’attenzione nazionale tale problema, non solo locale, bensì, a livello nazionale( vedi alcuni miei interventi anche alla Camera dei Deputati), venni additato, “tout court” da qualche giornale “ambientaloide” facente riferimento ad una sinistra ancora molto comunista e poco propensa a ragionare sui veri problemi che assillavano ed assillano ancora questo nostro bel Paese (dopo esserne stata la causa imperante di tale fenomeno in alcune aree del Paese negli anni 60 e 70), come il sindaco-deputato “ re degli abusivi”. Invece, ora, solo dopo oltre 20 anni che porto avanti questa battaglia che, ripeto, non mi pento di aver sempre portato avanti perché è importante definire, una volta per tutte, stabilire e definire, attraverso una legge quadro seria che non ammetta incomprensioni e scappatoie “all’italiana”, come uscire da questo annoso e spinoso problema che attanaglia il territorio e con i minor danni possibili e altri partiti e movimenti cominciano a parlarne in prossimità di campagne elettorali autunnali e poi, prossime primaverili, cosa dire?? ero il re degli abusi allora, lo sono ancora, o finalmente direbbe Galileo Galilei di fronte all’ultima tornata di eventi calamitosi a tutte le latitudini: “ eppur si muove”. Allora, in forma di sfida, proposi una bozza di proposta di legge che rimase nel mio cassetto e mai presentata, perché mi si disse che i tempi non erano maturi. Tale proposta di legge poneva delle soluzioni piacevoli o spiacevoli, discutibili o meno ma, comunque, delle soluzioni per risolvere, soggettivamente parlando, IL PROBLEMA ABUSIVISMO.

 

affermavo, in buona sostanza che: il fenomeno abusivismo andava debellato senza che si facessero distinzioni fra civili abitazioni ed eventuali altri immobili adibiti a natura diversa da quelle ad uso abitativo famigliare. senza discrezionalita’ da parte di nessuno, altrimenti si sarebbero potute avere ripercussioni e persecuzioni, anche a carattere personale. l’immobile abusivo e’ e resta abusivo a qualsiasi latitudine del paese e nel tempo!!

 

1° SOLUZIONE : Tutti gli immobili abusivi insistenti su tutto il territorio nazionale devono essere sistematicamente abbattuti senza eccezione alcuna e con spese da accollare a tutti coloro si fossero macchiati di tale reato nel tempo o anche avessero ereditato immobili, anche storici o anche con licenza edilizia farlocca, risultati poi, di fatto, abusivi. Soluzione che non mi sembra praticabile, in quanto, si dovrebbero abbattere oltre 250.000 abitazioni e altri immobili che, allo stato attuale, non sono ancora censiti. Si verificherebbero abbattimenti che non subimmo neanche durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale su tutto il territorio nazionale. Ricordo che al Sud cadrebbe un immobile su due; al Centro Nord un immobile su tre. Però, se si dovesse decidere e legiferare così. DURA LEX SED LEX. Naturalmente si dovrebbe iniziare sempre dal Nord al Sud, senza soluzione di continuità...o no??

 

2° SOLUZIONE: Tutti gli immobili abusivi insistenti su tutto il territorio nazionale (fino ad una certa data da definire attraverso una legge che andrebbe discussa senza dietrologie o altre alchimie di sorta) DEVONO ESSERE SANATI E CONDONATI. Tutti i proprietari o possessori di tali manufatti devono risarcire lo Stato con una somma adeguata dettata da una legge per l’occupazione del suolo. Oblazioni da versare nelle casse dello stato come equo indennizzo, anche a rate, per lo sfregio subito dall’ intero territorio ( oltre 250.000 immobili x € ...= svariati centinaia di miliardi di euro da destinare alla messa in sicurezza del territorio nazionale, alla creazione di posti di lavoro per giovani, professionisti, artigiani, ecc.). Coloro i quali accettano di condonare tali manufatti devono anche finanziare, a proprie spese, la messa in sicurezza degli stessi, previa progettazione da parte di tecnici abilitati e il tutto a spese di coloro i quali intendono condonare il manufatto abusivo, oltre tutti gli adempimenti previsti dalla legge che è stata formulata.

 

3° SOLUZIONE: Tutti coloro i quali non aderiscono a tale sanatoria e non ottemperano a mettere in pratica, anche a titolo oneroso, a sanare e condonare il proprio immobile, entro un anno dall’emanazione della legge (che definisce tutti gli adempimenti dettati dalla legge di sanatoria finale) deve demolire il proprio immobile a proprie spese. Oppure lo fanno gli organi competenti dello Stato e le spese occorse vanno accollate a chi non aveva ottemperato a tale legge, con confisca immediata dell’immobile abusivo e anche del terreno su cui l’immobile è sito. In estrema ratio, se se ne dovesse ravvisare la necessità, l’immobile va acquisito dallo Stato che ne farà l’uso più consono ai bisogni del territorio e dell’esigenza dello Stato stesso, senza nessuna altra possibilità di restituzione dello stesso a chi inizialmente lo aveva rifiutato.

 

4° SOLUZIONE: tutti coloro che, dopo l’emanazione di tale legge, costruiscono un immobile abusivo, sono condannati ad un numero di anni di carcere da scontare interamente senza condizionale. inoltre, condannati al versamento di una multa di € 200.000=( somma indicativa) e all’abbattimento dello stesso, entro un mese, con spese di abbattimento a carico di chi perpetra il reato.

 

non serve null’altro per aprire la discussione ma, comunque, cosi’ non si puo’ proprio piu’ stare ! sono stufo come cittadino italiano di sentir periodicamente parlare di tale argomento solo quando ci “scappa il morto” o in occasioni di crolli ed altre tragedie. pero’ ora lo tornano a dire il movimento 5 stelle (sicilia e ischia) e il pd(che lo disse anche in sicilia) e allora l’argomento, pare, possa trovare uno sbocco legislativo. invece, noi del c.d.u. e’ solo da oltre 20 anni che lo diciamo assumendoci le proprie responsabilita’ anche passate...lo disse anche berlusconi e fu tacciato di banditismo ambientale e non solo in campagna elettorale per eleggere il prossimo presidente della regione sicilia o prepararsi la campagna elettorale alle prossime elezioni europee.

 

On. Nino Marinacci

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